CREDERE o non credere WIERZYĆ czy nie wierzyć

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CREDERE o non credere WIERZYĆ czy nie wierzyć
don Cristoforo Bialawas
CREDERE
o non credere
WIERZYÆ
czy nie wierzyæ
Con Approvazione Ecclesiastica
Imprimatur koœcielne
S. E. Mons. Leone Dubrawsky
P. Giovanni Calcara, O. P.
 Copyright by
don Cristoforo Bialowas
Montecerignone 21 dicembre 2005
Opracowanie graficzne
ks. Krzysztof Grabiec
Jacek Pasternak
Constultacione di contenuto – Redakcja
Zespó³ pod kierownictwem ks. Krzysztofa Bia³ow¹sa:
Marii Garlacz, Maura Calisti, Marisa Santini, Anna Maria Podeschi
Correzione – Korekta
Lingua italiana Edyta Nawrot
don Cristoforo Bialowas
Jêzyk polski
Maciej Malinowski
Fotografie – Forografie
Arturo Mari, Jacek Pasternak, don Cristoforo Bialowas
Sk³ad, przygotowanie do druku:
Wydawnictwo PROMO
ISBN
In copertina:
Conventino beato Domenico Spadafora di Monte Cerignione,
urna con le reliquie del beato,
santuario beato Domenico,
CREDERE o non credere
CENNI BIOGRAFICI SUL
BEATO DOMENICO SPADAFORA
Dalla illustre e nobile famiglia Spadafora nel 1450 ebbe i natali
DOMENICO, sacerdote professo dell’ordine dei Predicatori.
Adolescente attese agli studi presso i padri del Convento di
S.Zita, dove entrò come novizio abbandonando le ricchezze e disprezzando gli allettamenti del mondo per seguire la divina vocazione.
Osservantissimo della regola ed ubbidientissimo ai superiori, compiuto il tirocinio fu ammesso alla Professione religiosa acquistandosi per
dottrina, pietà e corporale penitenza la stima e la devota ammirazione
di tutti i confrati.
Ottenuti gli ordini sacri, completava a Padova il corso degli studi conseguendo l’insegnamento nella Sacra Teologia. Tornato a Palermo si dedicava specialmente alla predicazione, accrescendo la fama della sua santità.
Il Maestro generale dell’Ordine, P.Gioacchino Torriano, lo chiamava vicino a se come collaboratore nel Governo dell’ordine, e quando il
Vescovo della Diocesi di Montefeltro, accogliendo i voti del Clero e del
popolo di Montecerignone, richiedeva un frate assai idoneo es perimentato
per la predica della parole di Dio, colà veniva destinato DOMENICO, il
quale curava ad edificare una Chiesa con un Convento e a costituire un
nucleo nella sua famiglia Religiosa.
La sua opera veniva, con l’aiuto divino, coronata dal più largo successo, poichè pochi anni dopo (anno 1498) la Chiesa era consacrata dal
Vescovo di Senigallia col titolo di S.M. delle Grazie.
Domenico costruita la casa del Signore con viva fede, e con cristiana
virtù manteneva sempre accesa la fiamma d’amore santo e presso la popolazione e presso i confrati i quali ammirandolo modesto, mite, umile, assiduo per la sua religiosa perfezione e tutto dedito alla salvezza delle anime
volentieri, ubbidivano a lui come capo e devotamente lo seguivano come
esempio.
A 21/Dicembre 1521 dopo avere celebrato la S.Messa e recitato l’ufficio divino, riuniva tutti i frati ed esortandoli alla carità ed all’osservanza
della regola, così come aveva predetto, placidamente spirava, lasciando dietro
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
BIOGRAFIA
B£OGOS£AWIONEGO DOMINIKA SPADAFORY
W 1450 roku w znakomitej szlacheckiej rodzinie Spadaforów urodzi³
siê DOMENICO, kap³an, mnich zakonu kaznodziejskiego. Jako m³odzieniec
przyk³ada³ siê do studiów u ojców z klasztoru œw. Rity, do którego wst¹pi³
jako nowicjusz, id¹c za g³osem powo³ania i porzucaj¹c bogactwa i pokusy
tego œwiata. Najpilniej przestrzegaj¹cy regu³y i we wszystkim pos³uszny
prze³o¿onym, po ukoñczeniu czasu przygotowania zosta³ dopuszczony do
Œlubów Wieczystych, zyskuj¹c poprzez sw¹ wiedzê i erudycjê, pobo¿noœæ i
cielesne umartwienia, szacunek i pe³ny nabo¿nej czci podziw wszystkich
wspó³braci.
Po otrzymaniu œwiêceñ kap³añskich uzupe³nia³ w Padwie studia i
naucza³ Œwiêtej Teologii. Wróciwszy do Palermo szczególnie poœwiêca³
siê g³oszeniu kazañ, powiêkszaj¹c rozg³os o swej œwiêtoœci.
Magister generalny (genera³?) Zakonu, o. Gioacchino Torriano,
wezwa³ go do siebie na wspó³pracownika we w³adzach zakonnych, a kiedy
Biskup diecezji Montefeltro, przyjmuj¹c g³osy duchowieñstwa i ludu Monte
Cerignone, poszukiwa³ odpowiedniego i doœwiadczonego zakonnika do
g³oszenia S³owa Bo¿ego, wybra³ na to miejsce DOMINIKA, który zaj¹³ siê
budow¹ koœcio³a z klasztorem i utworzeniem rdzenia w swojej rodzinie
klasztornej.
Z Bo¿¹ pomoc¹ jego dzie³o zosta³o ukoronowane najwiêkszym
sukcesem, jako ¿e niewiele lat póŸniej (w 1498 roku) koœció³ zosta³
konsekrowany przez Biskupa Senigallii i otrzyma³ wezwanie Santa Maria
delle Grazie (Matki Bo¿ej £askawej).
Zbudowawszy dom Pañski ¿yw¹ wiar¹ i chrzeœcijañsk¹ cnot¹,
utrzymywa³ wci¹¿ rozpalony ogieñ œwiêtej mi³oœci zarówno do ludu, jak i
do wspó³braci, którzy podziwiaj¹c jego skromnoœæ, ³agodnoœæ, pokorê,
pilnoœæ w doskonaleniu zakonnym i ca³kowite oddanie sprawie zbawienia
dusz, chêtnie go s³uchali jako prze³o¿onego i z czci¹ go naœladowali.
21 grudnia 1521 roku, po odprawieniu Mszy Œwiêtej i odmówieniu
brewiarza, zgromadzi³ wszystkich braci i wzywaj¹c ich do mi³osierdzia i
wiernoœci regule, tak jak przepowiada³, spokojnie wyzion¹³ ducha,
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CREDERE o non credere
di sè odore di Santità, tanto che ben presto sorgeva il culto della sua memoria e della sua Religione, con larga messe di miracoli.
Nell’Aprile del 1920 iniziandosi il processo di Beatificazione si otteneva l’apostolica dispensa “per vim cultus seu casus excepti” e nel Gennaio
del 1921 la Congregazioni dei Sacri riti decideva il mantenimento del culto,
onde il Sommo Pontefice Benedetto XV solennemente confermava nell’anno settecentario di S.Domenico (14/1/1921) il pubblico culto ed ecclesiastico per il Beato Domenico Spadafora.
Umile fu il Beato Domenico.
La nobilità della sua Prosapia, la potenza dei suoi parenti e lo esempio del secolo paganeggiante, tumultuoso e corrotto avrebbero potuto spingerlo a primeggiare ed a coprire le più alte cariche. Invece si ritirava in un
chiostro esercitando la motrificazione ed adoperando i lunghi digiuni, le
prolungate vigilie, gli acuti cilizi ed i pungenti flagelli.
L’amore all’osservanza regolare del suo ordine lo spingeva a non
tenere in grande considerazione l’intelligenza e la cultura vasta e soda che
si era formata; egli invece volentieri abbandonava anche quei posti di fiducia che erano sicura caparra di maggiori cariche, per dedicarsi all’apostolato
fra le anime dei semplici in un paesello sperduto, ed alla preghiera ininterrotta, che è la vera fonte di Santità.
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
zostawiaj¹c po sobie opiniê œwiêtoœci, tak ¿e doœæ szybko pojawi³ siê kult
jego pamiêci i jego Zakonu, wraz z obfitym plonem cudów.
W kwietniu 1920 roku rozpoczynaj¹cy siê proces beatyfikacyjny
otrzyma³ dyspensê apostolsk¹ ,,per vim cultus seu casus excepti”, a w
styczniu 1921 Kongregacja ds. Obrzêdów Œwiêtych zadecydowa³a o
utrzymaniu kultu, st¹d Ojciec Œwiêty Benedykt XV, w roku siedemsetlecia
œw. Dominika (14.01.1921 r.) og³osi³ uroczyœcie publiczny i eklezjalny kult
B³ogos³awionego Dominika Spadafory.
Pokorny by³ B³ogos³awiony Dominik. Szlachetnoœæ jego rodu,
autorytet jego rodziców i przyk³ad pogañskiego, burzliwego i zepsutego
wieku mog³y go sk³oniæ do wybicia siê nad innych i do objêcia najwy¿szych
stanowisk. Zamiast tego usun¹³ siê w cieñ klasztoru, praktykuj¹c
umartwienia, d³ugie posty i czuwania, ostre w³osienice i dotkliwe
biczowania.
Mi³oœæ dla dok³adnego wype³niania powo³ania zakonnego zachêca³a
go, aby nie powa¿aæ zbytnio inteligencji oraz szerokiej i g³êbokiej kultury,
jaka siê uformowa³a; natomiast chêtnie opuszcza³ i te zaufane miejsca, bêd¹ce
zadatkiem oraz gwarancj¹ wy¿szych godnoœci, aby w zamian poœwiêciæ siê
apostolatowi wœród prostych dusz w zapomnianych wioskach i nieustannej
modlitwie, która jest prawdziwym Ÿród³em Œwiêtoœci.
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CREDERE o non credere
Autore
Montecerignone ,un piccolo paese situato nell’Appennino ai piedi
del monte Carpegna affascina per la sua posizione pittoresca e per le bellezze architettoniche. Il paese è famoso per il buon caffé, per la festa medievale, per la residenza estiva di Umberto Eco e per il Santuario del Beato
Domenico Spadafora.
Su una piccola collina a un chilometro dal centro del borgo sorge
una chiesetta. Niente fa capire che si tratti di un luogo visitatissimo dagli
abitanti dei dintorni. Vi arrivano anche pellegrini da città lontane e addirittura dall’estero.
Arrivai al Santuario per la prima volta nel 2000. Varcando la soglia
della chiesa ebbi un’impressione che fossi un ospite atteso da molto tempo.
Dopo una breve preghiera davanti al SS.mo Sacramento mi recai nella navata
traversale dove si trova la cappella del Beato. Non turbai il silenzio con nessuna parola della preghiera, però sentii una voce chiara dentro di me che
diceva: qui c’è il tuo posto. Guardando il corpo del Beato Domenico che
giaceva nell’urna di vetro persi il senso del tempo. Mi avvolse l’odore dei
fiori campestri. Allora non capii quello che poteva significare. Percependo la
santità di quel posto osai chiedere al Beato la grazia della salute per mia madre malata di tumore. Uscito dal Santuario mi resi conto che erano passate
due ore. Due anni dopo S.E.vescovo Paolo Rabitti mi fece una proposta di
prendermi cura della parrocchia di Montecerignone, alla morte del padre Pietro Ducali. Il mio compito sarebbe stato quello di ravvivare il culto del Beato.
Osservando i pellegrini mi stupiva il fatto che si recavano sempre
per primo dal Beato, scordandosi del SS.mo Sacramento. Conobbi la risposta a questa domanda studiando le scritte nei Libri Commemorativi. Beato
Domenico era il loro intercessore e protettore. A lui affidavano le loro famiglie, la salute, la vita. Grazie alla sua intercessione avvenivano i miracoli e
si ottenevano le grazie richieste. Che cosa è, come si definisce un miracolo?
Secondo l’insegnamento della Chiesa Cattolica un miracolo è un evento
straordinario, al di fuori delle leggi di natura, sovrannaturale, compiuto direttamente da Dio. In altre parole: è un fenomeno nell’ambito del mondo
sperimentale, avvenuto al fine di rivelare agli uomini la volontà di Dio come
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Od Autora
Montecerignone, ma³a miejscowoœæ po³o¿ona w Apeninach u podnó¿a
Carpenii, zachwyca malowniczym po³o¿eniem i piêkn¹ architektur¹. S³ynie
z dobrej kawy, „œwiêta œredniowiecza”, letniej rezydencji Umberto Eco oraz
Sanktuarium b³ogos³awionego Dominika Spadafory.
Na niewielkim wzgórzu, kilometr od centrum osady, wznosi siê
niewielki koœció³. Nic nie wskazuje na to, ¿e jest to najczêœciej odwiedzane
miejsce przez okolicznych mieszkañców. Zdarzaj¹ siê równie¿ wizyty
pielgrzymów z odleg³ych miast i z zagranicy.
Po raz pierwszy przyjecha³em do Sanktuarium w 2000 roku.
Przekraczaj¹c próg œwi¹tyni, mia³em wra¿enie, ¿e jestem z dawna
oczekiwanym goœciem. Po krótkiej modlitwie przed Najœwiêtszym
Sakramentem poszed³em do bocznej nawy, w której znajduje siê kaplica
b³ogos³awionego. Nie zm¹ci³em przeszywaj¹cej ciszy ¿adnym s³owem
modlitwy, s³ysza³em wewnêtrzny g³os: „Tu jest twoje miejsce”. Patrz¹c na
cia³o Dominika le¿¹ce w urnie za szklan¹ szyb¹, straci³em poczucie czasu.
Wokó³ mnie unosi³ siê zapach polnych kwiatów. Nie wiedzia³em wówczas,
co to znaczy. Czuj¹c œwiêtoœæ tego miejsca, odwa¿y³em siê poprosiæ o
zdrowie dla mojej mamy, chorej na raka. Gdy wyszed³em z Sanktuarium,
zorientowa³em siê, ¿e minê³y dwie godziny. Dwa lata póŸniej, po œmierci o.
Piotra Ducoli, ks. bp. Paolo Rabitti zaproponowa³ mi objêcie parafii w
Montecerignone. Mia³em za zadanie o¿ywiæ kult b³ogos³awionego.
Obserwuj¹c pielgrzymów, dziwi³em siê, dlaczego najpierw id¹ do
Dominika, zapominaj¹c o Najœwiêtszym Sakramencie. Studiuj¹c wpisy z
ksi¹g pami¹tkowych, pozna³em odpowiedŸ. B³ogos³awiony Dominik jest
ich orêdownikiem i opiekunem. Polecaj¹ jego wstawiennictwu swoje
rodziny, zdrowie i ¿ycie. To za jego poœrednictwem zdarzaj¹ siê cuda i ³aski.
Co wiêc nazywamy cudem? Wed³ug nauki Koœcio³a katolickiego cud jest
to zdarzenie lub czyn nadzwyczajny, niewywo³any si³ami natury, lecz
pochodz¹cy bezpoœrednio od Boga; innymi s³owy: zjawisko w obrêbie œwiata
zmys³owego, zdzia³ane w celu objawienia ludziom woli Boga, ujawnienia
jego potêgi, stwierdzenia Jego najwy¿szej Opatrznoœci nad œwiatem. Przeto
tylko Bóg, poniewa¿ nie jest stworzeniem, ale panem Stworzenia, w³asn¹
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CREDERE o non credere
segno della Sua Onnipotenza e Provvidenza. Quindi solo Dio, poiché non è
creatura bensì il Creatore può operare i miracoli (S. Tommaso I, III, IV
conclusio). I miracoli possono essere di due tipi: fatti prodigiosi apparenti
cioè falsi e miracoli veri. I primi sono di origine diabolica, gli altri sono
opera divina. Dio compie miracoli per mostrare la sua gloria o per confermare le verità della fede che oltrepassano le possibilità cognitive umane
oppure per confermare la santità di una persona defunta.
Numerosi miracoli vennero registrati quando Beato Domenico era
ancora vivo. Dopo la sua morte iniziò il culto che provava la sua santità. Il
suo corpo venne allora trasferito in una cappella costruita apposta nel convento da lui stesso eretto, che dominava Montecerignone. Lo stupore fu
enorme quando aprirono la bara del Beato. Il corpo giaceva incorrotto, intatto dal tempo e attorno si spargeva l’odore dei fiori campestri. Questo
odore viene sentito ancora da pochi eletti le cui preghiere vengono esaudite.
Conoscendo la vita e l’attività del Beato Domenico cominciai a seguire le sue tracce. Andai a Roma. Era il 2003. Durante l’udienza generale
regalai al Santo Padre un bassorilievo. Il Santo Padre Giovanni Paolo II mi
chiese chi rappresentasse? Risposi che era il nostro Beato Domenico Spadafora
che, speravo, sarebbe ben presto divenuto santo. Mi sentii dire: “Io sono pronto
e voi?” Quelle parole furono per me un’ispirazione. Cominciai a cercare risposte alle domande che mi turbavano, a leggere le scritte nei Libri Commemorativi e a conoscere le persone che all’intercessione del Beato dovevano la
guarigione dell’anima o del corpo. Presentando le testimonianze le divisi in
tre parti. Nella prima parte presento le persone che in seguito alla richiesta di
intercessione ottennero una grazia durante il Triduum oppure durante la festa
del Beato che cade la seconda domenica di settembre. La seconda parte è
costituita dalle testimonianze delle persone guarite in seguito alla preghiera e
grazie all’acqua della Fontebuona, grazie all’olio santo o ai vestiti benedetti
dei malati. Alla terza parte appartengono le testimonianze delle persone guarite, che arrivate all’urna del Beato vi trascorrevano una notte prostrandosi
vicino a essa pregando al Beato la guarigione. Concludo il libro con un racconto della campana la cui voce portò la speranza.
8 dicembre 2005
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
moc¹ mo¿e dzia³aæ cuda (œw. Tomasz I, III, IV conclusio). Cuda bywaj¹
dwojakie: pozorne, czyli fa³szywe, i prawdziwe. Sprawc¹ pierwszych jest
szatan, a drugich Bóg. Bóg dzia³a cuda albo dla okazania wiêkszej Swej
chwa³y, albo dla potwierdzenia prawd wiary, których rozum ludzki zg³êbiæ
i poj¹æ nie mo¿e, albo dla stwierdzenia œwiêtoœci zmar³ych ju¿ osób.
Liczne cuda mia³y miejsce jeszcze za ¿ycia Dominika. Po jego
œmierci rozpocz¹³ siê kult œwiadcz¹cy o jego œwiêtoœci. Spowodowa³o to
przeniesienie trumny z jego cia³em do specjalnie przygotowanej kaplicy.
Wszystko to rozgrywa³o siê w wybudowanym przez niego konwencie,
góruj¹cym nad Montecerignone. Jakie¿ by³o zdziwienie, gdy otwarto trumnê!
Cia³o wygl¹da³o na nietkniête zêbem czasu, a nad trumn¹ unosi³ siê zapach
polnych kwiatów. Zapach ten czuj¹ do dziœ nieliczni wybrani, których
modlitwy zosta³y wys³uchane.
Poznaj¹c ¿ycie i dzia³alnoœæ b³ogos³awionego Dominika, zacz¹³em
wêdrowaæ jego œladami. Przyby³em do Rzymu. By³ rok 2003. Na audiencji
generalnej podarowa³em Ojcu Œwiêtemu p³askorzeŸbê. Ojciec Œwiêty Jan
Pawe³ II zapyta³ mnie, kogo ona przedstawia. Odpowiedzia³em, ¿e jest to
nasz b³ogos³awiony Dominik Spadafora, który, mam nadziejê, zostanie
wkrótce œwiêtym. Us³ysza³em s³owa: „Ja jestem gotowy, a wy?”. Te s³owa
sta³y siê inspiracj¹. Zacz¹³em szukaæ odpowiedzi na nurtuj¹ce mnie pytania,
czytaæ wpisy do ksi¹g i poznawaæ osoby, które jemu zawdziêcza³y uleczenie
duszy b¹dŸ cia³a. Przedstawiaj¹c czêœæ œwiadectw podzieli³em je na trzy
grupy. W pierwszej przedstawione s¹ osoby doznaj¹ce ³aski w czasie Triduu,
lub w dniu œwiêta Dominika, które przypada w drug¹ niedzielê wrzeœnia.
Nastêpn¹ stanowi¹ osoby uzdrowione poprzez modlitwê i wodê ze Ÿróde³ka
(Fontebuona), œwiêcony olej oraz poœwiêcone ubrania chorych. Do trzeciej
nale¿¹ uzdrowieni przybywaj¹cy do jego urny, pod któr¹ k³adli siê z proœb¹
o zdrowie. Ca³oœæ koñczy opowieœæ o dzwonie, którego dŸwiêk przyniós³
nadziejê.
8 grudnia 2005 r.
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CREDERE o non credere
Testimonianza di Antonio AMBROSI
Io sottoscritto pubblicamente dichiaro, che fin dalla età di 14 anni mi
ammalai di gastrite acuta, secondo la diagnosi medica, ed il Sanitario mi
prescrisse una cura.
Coll’andare del tempo, il male invece di diminuire, aumentò
smisuratamente, venni curato in seguito in mille altre maniere ma non trovai
miglioramento di sorta per quanti rimedi furono provati.
Il Sanitario curante vedendo che nulla giovava, finalmente mi disse:
dopo 18 anni di cura, figlio caro, io non so davvero cosa farti.
In seguito a tali parole, non so come avvenne, fui ispirato di rivolgermi
al Beato Domenico Spadafora; scrissi subito al Reverendo Don Alfonso
Fabbrini Arciprete di allora manifestandogli il mio male e tutte le cure fatte
che per tanto tempo erano rimaste infruttuose.
Il sullodato Arciprete gentilmente mi rispose, in data 28 gennaio 1904,
facendomi coraggio e con belle ed amorevoli parole mi esortava ad aver
fede nel Santo al quale ero ricorso recitando ogni giorno 3 Pater, Ave e
Gloria.
Mi inviò pure la Benedetta Immagine del Santo che tuttora tengo al
mio letto. Una grande sorpresa fu che dopo 3 giorni dal ricevimento di detta
Immagine sentii un miglioramento generale ed una salute perfetta.
Ringrazio pertanto Iddio e Maria F.S. che ha concesso al mio Beato
Domenico un si grande miracolo.
Seconda grazia.
Il 10 Settembre 1930 partii in bicicletta da Mercatello ed arrivai a
Montecerignone in ottima salute. La mattina dell’11 feci le mie divozioni
ed il dopo pranzo circa le due ripartii.
Arrivato quasi in cima alla Faggiola, salii in bicicletta, ma dopo pochi
minuti sentii fastidio e ad occhi chiusi feci un altro po’ di strada, quindi
aperti gli occhi per un istante vidi a me dinanzi un mucchio di piètre, allora
caddi e mi feci un taglio alla testa. Venni soccorso da buona gente, ma non
conobbi nessuno non sapendo neppure chi ringraziare. Non ho in mente di
aver veduto alcuno, però come in sogno sentii una voce che mi disse: Si
faccia vedere a Macerata. Riavutomi un poco, provai a salire in bicicletta e
come feci la gran discesa della Faggiola non lo so. Passai Macerata senza
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo ANTONIO AMBROSI
Ja, ni¿ej podpisany, oœwiadczam publicznie, ¿e w wieku 14 lat
zachorowa³em na ostry nie¿yt ¿o³¹dka i zgodnie z diagnoz¹ lekarsk¹ zosta³em
poddany odpowiedniej terapii. Jednak wraz z up³ywem czasu choroba ta,
zamiast siê cofn¹æ, nies³ychanie posunê³a siê naprzód, by³em wiêc leczony
na tysi¹c innych sposobów, ale ¿adna z wypróbowanych metod nie da³a
jakiejkolwiek poprawy. Lekarz prowadz¹cy, stwierdzaj¹c bezskutecznoœæ
leczenia, powiedzia³ mi w koñcu: ,,Po 18 latach leczenia, drogi synu,
doprawdy nie wiem, co robiæ”.
S³owa te, nie wiem w jaki sposób, zainspirowa³y mnie, abym siê
zwróci³ do B³ogos³awionego Dominika Spadafory. Napisa³em do
Wielebnego Ksiêdza Alfonso Fabbriniego, Pra³ata Monte Cerignone,
przedstawiaj¹c mu moj¹ chorobê i wszystkie rodzaje leczenia dot¹d
zastosowane, które przez ca³y czas okazywa³y siê bezskuteczne.
Ksi¹dz Pra³at uprzejmie mi odpisa³ z dat¹ 28 stycznia 1904 roku,
dodaj¹c mi otuchy i w piêknych i pe³nych mi³oœci s³owach zachêcaj¹c, abym
mia³ wiarê w B³ogos³awionego, do którego siê zwraca³em, odmawiaj¹c
codziennie trzy razy Ojcze nasz, Zdrowaœ Mario i Chwa³a Ojcu. Przes³a³ mi
równie¿ poœwiêcony wizerunek B³ogos³awionego, który po dziœ dzieñ
trzymam przy ³ó¿ku.
Po trzech dniach od otrzymania wizerunku, z wielkim zdziwieniem
poczu³em ogóln¹ poprawê i doskona³e zdrowie. Sk³adam wiêc dziêki Panu
Bogu i Najœwiêtszej Maryi Pannie, która dokona³a tak wielkiego cudu za
przyczyn¹ B³ogos³awionego Dominika.
Ponadto sk³adam œwiadectwo dotycz¹ce innego zdarzenia.
Dziesi¹tego wrzeœnia 1930 roku wyruszy³em na rowerze z Mercatello
i dotar³em do Monte Cerignone w doskona³ym zdrowiu. Rankiem,
jedenastego, w dniu œwiêta B³ogos³awionego Dominika, odmówi³em moje
pacierze i po obiedzie, oko³o drugiej, uda³em siê w drogê powrotn¹.
Po dotarciu prawie na szczyt Faggioli wsiad³em na rower, ale po paru
zaledwie minutach poczu³em siê Ÿle i z zamkniêtymi oczami ujecha³em
jeszcze kawa³ek drogi, a po otwarciu oczu zobaczy³em przed sob¹ górê
kamieni i znalaz³em siê na ziemi z rozciêt¹ g³ow¹. Pomogli mi dobrzy ludzie,
ale nie rozpozna³em nikogo, nie wiedz¹c nawet, komu mam dziêkowaæ.
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CREDERE o non credere
accorgermi, quindi vicino a Mercatale mi sovvenii delle parole di quel mio
Benefattore e proseguii fino a Mercatale ove venni curato dalla Levatrice
del luogo.Salito di nuovo in bicicletta, proseguii la strada senza fermarmi in
alcun luogo e feci più di 30 Km conciato in malo modo, senza accorgermi
del male che avevo ed arrivato a casa fui posto a letto subito sentendomi
una grande debolezza.
Poco tempo dopo mi si manifestò una paralisi al braccio sinistro ed
alla testa. La famiglia volle che mi recassi a Pesaro per essere visitato dal
Prof. Frattini al quale raccontai l’accaduto. Tanto il Professore che
l’Assistente mi dissero: Ella può ringraziare il Santo che quel giorno La ha
tenuto la sua santa mano in capo e lo ha guidato direttamente a casa per fare
tutta quella strada così scabrosa. E allora dico e confermo sempre più che il
mio Beato Domenico, proprio l’11 Settembre 1930, giorno della sua festa,
mi protesse e mi salvò. In fede acc.
Antonio Ambrosi
Mercatello,Pentecoste, 1931
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Nie pamiêtam, ¿ebym widzia³ kogokolwiek, ale jakby przez sen us³ysza³em
g³os, który powiedzia³ do mnie: ,,Niech pan siê poka¿e w Macerata”.
Pozbierawszy siê trochê, spróbowa³em wsi¹œæ na rower i sam nie
wiem jak zdo³a³em zjechaæ na sam dó³ z wielkiej Faggioli. Przejecha³em
Macerata, nie zorientowawszy siê nawet, a blisko Mercatale przypomnia³em
sobie o s³owach mojego dobroczyñcy i pojecha³em do samego Mercatale,
gdzie zosta³em opatrzony przez miejscow¹ akuszerkê. Wsiad³em znów na
rower, przejecha³em trasê bez zatrzymywania siê w ¿adnym miejscu i
zrobi³em w takim stanie ponad 30 kilometrów, nie maj¹c pojêcia o ranie. Po
dotarciu do domu natychmiast po³o¿y³em siê do ³ó¿ka, czuj¹c w ca³ym ciele
wielk¹ s³aboœæ.
Jakiœ czas póŸniej ujawni³ siê parali¿ prawej rêki i g³owy. Rodzina
chcia³a, ¿ebym siê uda³ do Pesaro, aby mnie zbada³ profesor Frattini, któremu
opowiedzia³em ca³e zdarzenie. Tak profesor, jak i jego asystent powiedzieli
do mnie: ,,Powinien pan podziêkowaæ B³ogos³awionemu za ten dzieñ.
Trzyma³ sw¹ œwiêt¹ d³oñ na pañskiej g³owie i wiód³ pana prosto do domu
przez ca³¹ tê bardzo trudn¹ drogê”.
A zatem mówiê i stwierdzam coraz dobitniej, ¿e mój B³ogos³awiony
Dominik, w³aœnie 11 wrzeœnia 1930 roku, w dniu swojego œwiêta, uchroni³
mnie i uratowa³. Z wiar¹.
Antonio Ambrosi
Mercatello (Zes³anie Ducha Œwiêtego, 1931 rok)
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CREDERE o non credere
Testimonianza Maria
Era il mese di Luglio 1959. Giovanni aveva solo 27 anni ed era da
poco sposato con Maria.
Lavorando in campagna, cadde malamente dal suo trattore, picchiò a
terra con il capo così forte che dal dolore svenne.
Si procurò una brutta ferita con conseguente trauma cranico. Quando
si riprese non fece troppo caso alla cosa e... forte della potenza fisica che ne
derivava dai suoi anni, il giovane uomo, riprese a lavorare regolarmente i
suoi campi.
Finito di trebbiare, portarono a casa il fieno e fecero il pagliaio. Subito
dopo avere finito, fu colpito da un lancinante dolore al capo. Gli sforzi
compiuti per il lavoro svolto, fecero in qualche modo riaprire la vena dove
lui si era precendentemente ferito alla testa cadendo dal trattore (Luglio
scorso). Il grande dolore al capo era dato da una brutta emorragia cerebrale
che lo portò velocemente alla paralisi del lato sinistro della sua persona.
Fu trasportato con grande urgenza, di notte, all’Ospedale di Macerata
Feltria dove il Medico di allora, Dr. Luttichau, fermò l’emorragia di
Giovanni, ma non purtroppo, il peggioramento costante, che lo condusse in
breve, in fin di vita.
I Medici, riunitisi in Consiglio arrivano alla conclusione che per
Giovanni non c’è più nulla da fare!
Mentre gli somministravano l’Olio Santo, la sua giovane e dolce
moglie Maria si recò al Santuario del Beato Domenico.
Era il giorno della Sua festa! Ogni anno, l’undici Settembre, viene
fatta una grande festa al Santuario in onore del nostro caro Beato.Maria
pianse e pregò disperata!
Quando tornò in Ospedale il marito era leggermente migliorato.
Continuerà a migliorare fino a guarire.Nasceranno due figli il primo dei
quali si chiamerà Domenico proprio in onore del Beato.Ancora una volta
Lui aveva compiuto un miracolo!
Maria
....................
16
WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo MARII
Marii.
By³ lipiec 1959 roku. Giovanni mia³ 27 lat i od niedawna by³ mê¿em
Pracuj¹c w polu, spad³ nieszczêœliwie z traktora i uderzy³ siê w g³owê
tak mocno, ¿e straci³ przytomnoœæ. Natychmiast okaza³o siê, ¿e jest paskudna
rana i wynikaj¹cy z niej uraz czaszki. Pomimo to, gdy odzyska³ przytomnoœæ,
nie przej¹³ siê zbytnio tym wszystkim i z wielk¹ si³¹ fizyczn¹, któr¹
zawdziêcza³ swojemu m³odemu wiekowi i du¿ej dozie nieœwiadomoœci, ten
m³ody cz³owiek powróci³ do swej normalnej pracy w polu.
Po zakoñczeniu m³ocki zwieŸli siano do domu i zrobili bróg. Zaraz
po skoñczonej robocie Giovanni poczu³ przeszywaj¹cy ból w g³owie.
Wysi³ek przy pracy spowodowa³ w jakiœ sposób, ¿e otwar³a siê znów rana,
powsta³a przy upadku z ci¹gnika. Straszny ból g³owy przerodzi³ siê w wylew
krwi do mózgu, który szybko doprowadzi³ do parali¿u lewej strony cia³a.
W nocy zosta³ niezw³ocznie przewieziony do szpitala w Macerata
Feltria, w którym lekarz dy¿urny, doktor Luttichau, powstrzyma³ krwotok.
Mimo to stan ogólny Giovanniego pogorszy³ siê i, jak stwierdzono, osi¹gn¹³
stan agonalny. Po konsylium lekarze doszli do wniosku, ¿e dla Giovanniego
nic ju¿ nie da siê zrobiæ! Poproszono zatem o udzielenie sakramentu
ostatniego namaszczenia. ¯ona Maria, nie godz¹c siê z werdyktem lekarzy,
uda³a siê, o¿ywiana prawdziw¹ wiar¹, do B³ogos³awionego Dominika, ¿eby
siê modliæ.
By³ 11 wrzeœnia, dzieñ œwiêta B³ogos³awionego, które, jak co roku,
jest bardzo uroczyœcie obchodzone w Jego sanktuarium. Mimo ¿e wszystko
by³o przenikniête radoœci¹, Maria p³aka³a i modli³a siê zdesperowana!
Gdy wróci³a do szpitala, stan jej mê¿a nieco siê poprawi³ i zacz¹³ siê
ci¹gle poprawiaæ, a¿ do ca³kowitego wyzdrowienia. PóŸniej urodzi³o im siê
dwoje dzieci, z których pierwsze otrzyma³o na czeœæ B³ogos³awionego imiê
Dominik, w dowód wdziêcznoœci za otrzyman¹ ³askê. I znów za Jego
orêdownictwem sta³ siê cud!
Maria
................................
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CREDERE o non credere
Testimonianza di Adele GIOVAGNOLI
La lunga odissea della nostra Adele ha inizio nel 1968. Giovane, bella e grande lavoratrice, Adele è già madre di 3 figli quando comincia ad
accusare dolori generali consistenti, in modo particolare, alle aricolazioni
delle mani, delle caviglie, ginocchia, con conseguente formazione di liquido.
Viene curata ma non in maniera appropriata anche perché non si
conosceva ancora l òrigine del suo problema.
Si accorge di essere incinta ed a questo punto termina ogni tipo di
cura.
Trascorrono i tempi del parto e nasce l’ultimo cucciolo di nome
Roberto.
Dopo il parto Adele sta ancora più male, viene trattenuta in Ospedale
per infinite analisi e finalmente viene fatta una diagnosi: trattasi di un Lupus dermatoso.
La poveretta dall’Ospedale di Sassocorvaro, nel quale è stata ricoverata
in Gennaio, passa al S. Orsola di Bologna, dove la sua malattia esplode
nella sua dimostrazione più completa: febbre altissima con già al mattino
40 gradi, copiosa sudorazione e grande dolore.
Cure varie si susseguono, dalle più semplici alle più impegnative ed
invasive. Si intravvede un miglioramento finalmente a Giugno ed Adele
viene dimessa. Purtroppo, la malatti a si è solo sopita, perché alcuni mesi
dopo riprende, più forte e distruttiva che mai e c’è un nuovo ricovero, sempre
a Bologna.
In questo doloroso e triste modo Adele va avanti con la sua vita. Le
stagioni si susseguono, gli anni passano e lei sta sempre peggio, tanto è vero
che, i Medici, dopo vari consulti, all’unanimità, danno un responso definitivo:
per questa donna non c’è più nulla da fare, tutto è stato tentato ma tutto è
risultato vano. I famigliari vengono incoraggiati ad affrontare la fine
imminente.
Disperati, si rivolgono al nostro caro e grande Beato. E’ l’ultima
speranza! Lui ha già in altre occasioni, aiutato altre persone a guarire, perché
non tentare con la nostra Adele?
Come è usanza e costume di allora, si pensa ad un Triduo, offerto in
18
WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo ADELI GIOVANOLI
D³uga odyseja naszej Adele rozpoczê³a siê w 1968 roku. M³oda,
piêkna i bardzo pracowita kobieta by³a ju¿ matk¹ trojga dzieci, kiedy zaczê³a
siê uskar¿aæ na silne bóle ca³ego cia³a, a szczególnie stawów d³oni, kostek
i kolan, wraz z postêpuj¹cym tworzeniem siê p³ynu. Leczono j¹, lecz w
nieodpowiedni sposób tak¿e dlatego, ¿e nie znano jeszcze wówczas
przyczyny dolegliwoœci.
Gdy Adele zorientowa³a siê, ¿e jest przy nadziei, musia³a zaprzestaæ
jakiegokolwiek leczenia. Na szczêœcie sytuacja rozwija³a siê pomyœlnie i
po dziewiêciu miesi¹cach przyszed³ na œwiat Roberto, by rozweseliæ ¿ycie
rodziny.
Po porodzie jednak kobieta znów poczu³a siê Ÿle i zatrzymano j¹ w
szpitalu w celu wykonania niezliczonych badañ. Wreszcie postawiono
diagnozê: toczeñ skórny (Lupus dermatoso). Biedaczka zosta³a przewieziona
ze szpitala w Sassocorvaro, do którego zosta³a przyjêta w styczniu, do
Szpitala Œwiêtej Urszuli w Bolonii, gdzie jej choroba wybuch³a, ukazuj¹c
ca³¹ sw¹ grozê: bardzo wysok¹ gor¹czkê, dochodz¹c¹ ju¿ od rana do 40
stopni Celsjusza, obfite pocenie siê i wielki ból. Stosowano kolejne terapie,
od najprostszych, do najbardziej anga¿uj¹cych i inwazyjnych. Wreszcie w
czerwcu dostrze¿ono pewn¹ poprawê i Adele zosta³a wypisana ze szpitala.
Niestety, choroba tylko na chwilê przesta³a doskwieraæ, bo kilka miesiêcy
póŸniej odnowi³a siê silna i destrukcyjna jak nigdy dot¹d, powoduj¹c
koniecznoϾ hospitalizacji, znowu w Bolonii.
Wydawa³o siê, ¿e nie ma ¿adnej nadziei, ¿eby Adele powróci³a do
normalnego ¿ycia. Mija³y lata, zmienia³y siê pory roku, a ona by³a w coraz
gorszym stanie. A¿ dosz³o do tego, ¿e lekarze, po ró¿nych konsultacjach,
jednog³oœnie i definitywnie orzekli: ,,Dla tej kobiety nic ju¿ nie mo¿na zrobiæ,
choæ próbowano wszystkiego”. Rodzina by³a przygotowywana na bliski
koniec.
Zdesperowani, uciekali siê do naszego drogiego i wielkiego
B³ogos³awionego. To by³a ostatnia nadzieja! Pomóg³ On ju¿ przy innych
okazjach wyzdrowieæ wielu osobom, dlaczego wiêc nie spróbowaæ z nasz¹
Adele? Postanowiono, zgodnie z ówczesn¹ tradycj¹, zorganizowaæ triduum
ku czci B³ogos³awionego Dominika. Zgromadzono niewielk¹ kwotê
19
CREDERE o non credere
onore del Beato Domenico, con una piccola somma raccolta presso le
famiglie di Montecopiolo, paese di nascita di Adele.
Quando tutto è avvenuto, si attende, si prega e si spera. Alcuni giorni
dopo viene chiamato il marito e gli riferiscono che, inspiegabilmente, c’è
un filo di speranza. Passano ancora giorni ed osano dire che Adele sta
migliorando.
La cosa va avanti ancora ed Adele finalmente guarisce. Guarisce
completamente. Era l’anno 1973. Erano trascorsi cinque terribili lunghi anni.
Adele Giovagnoli
Montecopiolo
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
pieniêdzy zebran¹ wœród rodzin z Montecopiolo, rodzinnej miejscowoœci
Adele. Po zakoñczeniu celebracji triduum nadal z nadziej¹ siê modlono.
Po kilku dniach wezwano mê¿a i zakomunikowano mu, ¿e jest to
niezrozumia³e, ale pojawi³ siê cieñ nadziei. Mija³y dalej dni i oœmielono siê
stwierdziæ, ¿e stan Adele poprawia siê. Wci¹¿ nastêpowa³a poprawa i
wreszcie kobieta wyzdrowia³a. Wyzdrowia³a zupe³nie. By³ rok 1973. Od
pocz¹tku choroby minê³o piêæ strasznych, d³ugich lat, ale po raz kolejny
B³ogos³awiony Dominik wys³ucha³ modlitw swoich czcicieli.
Adele Giovagnoli
Montecopiolo
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CREDERE o non credere
Testimonianza di Marta SEMPRINI
Nel settembre del 1955 la Signora Carolina Piselli versava in pessime condizioni di salute: un blocco totale dell’addome l’aveva portata in
fine della vita. L’unica possibilità ancora da tentare era un’azzardata operazione che nulla lasciava sperare, ma che i figli, conoscendone il rischio,
decisero di tentare. La nipote, Anna Pignatelli, devota del nostro caro Beato
Domenico, corse a piedi al Santuario. Era una bella giornata di sole e quando Anna giunse alla fontanella sopra il monte erano le ore 13 e faceva caldo. Prese l’acqua con le mani, bevve e si bagnò il viso; pochi secondi dopo
era completamente asciutta. Nello stesso momento la nonna si sbloccò, salvandosi! Visse in completa salute fine all’età di 85 anni.
Marta Semprini
Monte Cerignone
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo MARTY SEMPRINI
We wrzeœniu 1955 roku Karolina Piselli znajdowa³a siê w bardzo
powa¿nym stanie: ca³kowita blokada brzucha doprowadzi³a j¹ w³aœciwie
do agonii. Jedyn¹ mo¿liwoœci¹ uratowania jej ¿ycia, jaka wchodzi³a w grê,
by³a operacja, która wprawdzie nie dawa³a ¿adnej nadziei na wyleczenie,
ale na któr¹ jednak zdecydowa³y siê dzieci pani Marty, œwiadome wszak
ryzyka.
Ale wnuczka, Anna Pinatelli, czcicielka naszego drogiego B³ogos³awionego Dominika, nie dawa³a za wygran¹. W piêkny s³oneczny dzieñ
wybra³a siê pieszo do Sanktuarium i dotar³a do Ÿróde³ka nad wzgórzem.
By³a godzina pierwsza po po³udniu, bardzo ciep³o. Nabra³a wody rêkami,
wypi³a j¹ i zmoczy³a sobie twarz; dos³ownie po paru sekundach policzki i
czo³o okaza³y siê ca³kowicie suche.
Bardziej zadziwiaj¹c¹ spraw¹ by³ jednak¿e fakt, o którym dowiedzia³a siê po powrocie do domu, a mianowicie, ¿e w tym samym momencie
jej babcia zosta³a nagle uzdrowiona ze swej choroby. Do¿y³a w dobrym
zdrowiu wieku 85 lat.
Marta Semprini
Monte Cerignone
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CREDERE o non credere
Testimonianza Olga PROTTI
La Signora Olga ci narra della sua vita passata, quando era ancora
una giovane donna da poco tempo sposa ed in seguito alla perdita del suo
primo figlio, ancora un piccolo feto di quattro mesi, fu vittima di una grossa
infezione che la condusse in fin di vita.
I medici erano convinti che la poveretta non la superasse poichè continuava ad avere febbre molto alta con conseguente perdita di coscienza. In
un momento di lucidità, pregò il marito di portarle da bere l’acqua della
piccola fonte del Beato Domenico.
Il marito immediatamente la accontentò e, Olga dopo tre giorni poteva già stare seduta sul letto ed in breve tempo si ristabilì completamente.
Ebbe in seguito sei figli.
Una ragazza aveva dei problemi alle anche. I medici ordinarono
cure e successivamente controlli per verificare eventuali miglioramenti. Olga
la portò, prima di tutto quanto alla Chiesetta del nostro caro Beato, pregò e
gli chiese aiuto. Alle visite successive dei vari controlli medici, alla sua
ragazza, non trovarono più niente. Era guarita. Un altro figlio, un bambino
Down giunse all’età di quattro anni senza parlare nè camminare. Anche a
lui Olga lo portò alla Chiesa del Beato a pregare ed a chiedere grazia.
Poco dopo il ragazzino cominciò a parlare ed a camminare. Ancora
oggi, a distanza di tantissimi anni stanno ancora bene.
Olga ci teneva fare conoscere queste verità vissute da lei personalmente per ringraziare ancora una volta il caro Beato per le Grazie a Lei
elargite.
Olga Protti
San Clemente Rimini
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo OLGI PROTTI
Pani Olga sk³ada œwiadectwo dotycz¹ce czasów, gdy by³a jeszcze
m³od¹ kobiet¹ i m³od¹ mê¿atk¹ oraz mówi¹ce o stracie jej pierwszego
dziecka.
W czwartym miesi¹cu ci¹¿y pad³a ofiar¹ powa¿nej infekcji, która
doprowadzi³a j¹ do stanu agonalnego. Lekarze byli przekonani, ¿e biedaczka
tego nie prze¿yje, gdy¿ nieprzerwanie mia³a bardzo wysok¹ gor¹czkê i
wynikaj¹c¹ z niej utratê œwiadomoœci. W jednej z chwil przytomnoœci
poprosi³a swojego mê¿a o to, aby przyniós³ jej do picia wodê ze Ÿróde³ka
B³ogos³awionego Dominika.
M¹¿ natychmiast spe³ni³ proœbê i Olga po up³ywie trzech dni mog³a
ju¿ siedzieæ na ³ó¿ku. Wkrótce ca³kowicie siê pozbiera³a. Mia³a nastêpnie
szeœcioro dzieci.
Pani Olga jest poza tym œwiadkiem dwóch innych uzdrowieñ.
Pewna dziewczyna mia³a problemy z biodrami. Lekarze zaordynowali
leczenie i badania kontrolne w celu stwierdzenia ewentualnej poprawy. Ale
Olga zaprowadzi³a chor¹ do koœció³ka naszego drogiego B³ogos³awionego,
razem siê modli³y i prosi³y o pomoc. Kolejne badania lekarskie nic (z³ego)
ju¿ nie wykaza³y. Dziewczyna wyzdrowia³a.
Inny ch³opczyk, dziecko z zespo³em Downa, mia³ ju¿ cztery lata, ale
nie mówi³ i nie chodzi³. Pani Olga zabra³a go do koœcio³a B³ogos³awionego
Dominika, aby siê modliæ o otrzymanie ³aski. Niewiele póŸniej ch³opczyk
zacz¹³ mówiæ i chodziæ.
Dziœ, po tylu latach, wszystkie opisane tu osoby wci¹¿ maj¹ siê dobrze.
Pani Oldze zale¿a³o na tym, aby ujawniæ te fakty, które osobiœcie prze¿y³a,
by jeszcze raz podziêkowaæ drogiemu B³ogos³awionemu za ³aski otrzymane
przez ni¹ sam¹ i przez drogie jej osoby.
Olga Protti
San Clemente, Rimini
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CREDERE o non credere
Testimonianza ElideFABBRI
Era l’inizio dell’estate dell’anno 1943.Elide aveva solamente 14 anni,
quando si ammalò di tifo nero. Era una malattia piuttosto pericolosa a quei
tempi e purtroppo, abbastanza frequente.
Il medico, dopo averla visitata, le prescrisse delle punture
intramuscolari che, fatalmente, quasi nella totalità, vennero in superazione.
Dovettero pertanto alla povera Elide, già debilitata per colpa del tifo,
praticare anche delle incisioni per liberarla dalla brutta infezione provocata
dalle iniezioni.
La ragazzina, già molto provata fisicamente, peggiorò notevolmente
nel giro di pochi giorni e cadde in coma. Il medico avvertì che sarebbe presto
morta. Visse per ben due mesi in queste condizioni disperate.
I genitori ed in modo particolare la nonna, non si diedero pace e non
si rassegnarono ma pregarono incessantemente il nostro Beato Domenico.
Anzi, la nonna sostenne convinta che, poichè il Beato le aveva restituito un
figlio sano e salvo tornato dalla guerra, sicuramente avrebbe altresì salvato
la sua adorata nipotina moribonda.
Infatti, una mattina di Agosto, alle tre di mattina, partì a piedi da San
Marino diretta alla Sacra Fonte del Beato sulle alture di Monte Crignone e,
portò quell’acqua santa alla nipotina alla quale fece ritorno alle otto della
stessa mattina.
Ne fece bere immediatamente qualche sorso alla bimba la quale, dopo
pochi momenti si mosse, aprì gli occhi e piano piano si pose e sedere sul
letto. La febbre da 42º diminuì velocemente e passò a 37º, poi, poco dopo,
chiese qualcosa da mangiare.
Il medico, presente, non credette ai propri occhi e continuava a ripetere: “è un miracolo, non può essere che un miracolo; questa bimba era
morta.” !! Il nostro grande Beato l’aveva salvata! La sua nonna aveva avuto
tanta fede e Lui l’aveva premiata!
Elide Fabbri
Republica San Marino
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo ELIDE FABBRI
By³ pocz¹tek lata 1943 roku. Elide mia³a dopiero 14 lat, kiedy
zachorowa³a na czarny tyfus. W tamtych czasach by³a to doœæ niebezpieczna
choroba i dosyæ czêsta. Lekarz, po zbadaniu dziewczynki, przepisa³ jej
zastrzyki domiêœniowe, z których niestety prawie wszystkie spowodowa³y
ropienie. Dlatego te¿ biednej Elide, i tak ju¿ os³abionej tyfusem, musiano
wykonaæ seriê naciêæ w celu uwolnienia jej od powa¿nej infekcji
spowodowanej zastrzykami. Stan dziewczynki, fizycznie bardzo ju¿
wyczerpanej, znacznie siê pogorszy³ w ci¹gu paru dni. Zapad³a ona w
œpi¹czkê. Lekarz oœwiadczy³ rodzicom, ¿e córka wkrótce umrzeæ. Ten
beznadziejny stan trwa³ prawie przez dwa miesi¹ce.
Rodzice, a w szczególny sposób babcia, nie dali spokoju i nie pogodzili
siê z sytuacj¹, lecz nieustaj¹co modlili siê do naszego B³ogos³awionego
Dominika. Co wiêcej, babcia z przekonaniem twierdzi³a, ¿e B³ogos³awiony
z pewnoœci¹ uratuje uwielbian¹ przez ni¹ jej umieraj¹c¹ wnuczkê, jako ¿e
sprawi³, i¿ jej syn wróci³ z wojny ca³y i zdrowy.
I w koñcu, pewnego sierpniowego ranka, o trzeciej nad ranem,
wyruszy³a pieszo z San Marino, kieruj¹c siê do cudownego Ÿród³a
B³ogos³awionego na zboczach Monte Cerignone. Wracaj¹c oko³o godziny
ósmej, zanios³a prêdko trochê poœwiêconej wody swojej wnuczce, ufaj¹c,
¿e i tym razem doœwiadczy potê¿nego wstawiennictwa B³ogos³awionego
Dominika. Da³a siê napiæ parê ³yków dziewczynce, która po kilku chwilach
poruszy³a siê, otworzy³a oczy i powolutku podnios³a siê i usiad³a na ³ó¿ku.
Gor¹czka z 42 stopni Celsjusza spad³a szybko do 37 stopni i zaraz potem
Elide poprosi³a o coœ do jedzenia.
Asystuj¹cy przy niej lekarz nie wierzy³ w³asnym oczom i powtarza³
tylko: ,,To cud, to musi byæ cud; ta dziewczynka by³a przecie¿ martwa!!!”.
Nasz wielki B³ogos³awiony j¹ uratowa³! Jej babcia mia³a wielk¹ wiarê i
przez Jego wstawiennictwo zosta³o wys³uchane.
Elide Fabbri
Republika San Marino
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CREDERE o non credere
Testimonianza di Brigida BALBI
Balbi Brigida nata a Rimini il dieci maggio del 1885 deceduta a Valle
di Teva in comune di Montecerignone il 21-9-1968.
All’età di 15 anni trasferita a Valle di Teva, si è recata con le sorelle
Maria e Teresa a Fontebuona del Conventino, fonte del Beato Domenico,
percorso di oltre 10 Km. con strade accidentate e saliscendi molto faticosi. Il viaggio era stato organizzato dalle sorelle maggiori, per raggiungere
Fontebuona, più esattamente la fonte del Beato Domenico in località
Conventino, con il preciso scopo di poter bere l’acqua di sorgente proprio
di quella fonte, tanto balsamica e miracolosa, rinomata e famosa in tutta la
zona. Il tragitto era stato realmente faticoso, tanto che arrivate sul posto
agognato erano tutte tre stressate e stanche, ma soprattutto assetate bevvero a sezietà, anche con la speranza di fare immediatamente il recupero
delle energie perdute in quella insolita camminata.
La sig/ra Brigida, allora signorina adolescente, essendo la più piccola del trio di sorelle, forse aveva sentito piu delle altre la stanchezza e
bevendo ancora con avidità, fra un sorso e l’altro di quell’acqua tanto
miracolosa, commentò:< abbiamo fatto tanta strada e tanta fatica, ma
quest’acqua a me sembra come le altre, proprio non ci trovo niente di
speciale.>
Nel momento stesso in cui ha pronunciò quelle parole, senza minimamente intendere biasimare quell’acqua, ma semplicemente per lanciare una frase banale e scherzosa alle sorelle, le caddero delle gocce di quell’acqua sul grembiule che indossava: immediatamente si levò del fumo
bianco e odore acre di bruciato; nel grembiule rimasero dei buchi perforanti come fatti spegnendo una cica di sigaretta, tanti buchi quante le gocce cadute.
Tante meraviglie da parte delle tre sorelle e della gente assai numerosa
che esterefatta aveva assistito al fatto così eclatante e molto straordinario.
Le sorelle portarono il grembiule dal parocco e raccontarono meticolosamente l’accaduto; anch’Egli stupito restò attonito, poi decise di mandare il grembiule a Roma dal Santo Padre, non tanto per avere una risposta,
ma per arricchire la pratica di santificazione del Beato Domenico.
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo BRIGIDY BALBI
W wieku 15 lat, po przeprowadzce do Valle di Teva, uda³am siê wraz
z siostrami, Mari¹ i Teres¹ do Fontebuona przy klasztorku i do pobliskiego
Ÿród³a B³ogos³awionego Dominika, przemierzywszy ponad 10 kilometrów
dróg, bardzo mêcz¹cych, bo nierównych i wci¹¿ wznosz¹cych siê i
opadaj¹cych.
Podró¿ zosta³a zorganizowana przez starsze siostry, aby dotrzeæ do
Fontebuona, a dok³adniej do Ÿród³a B³ogos³awionego Dominika,
zlokalizowanym przy klasztorku (conventino), w konkretnym celu napicia
siê wody w³aœnie z tego Ÿróde³ka, tak uzdrawiaj¹cego i cudownego, znanego
i s³ynnego w ca³ej okolicy. Trasa by³a naprawdê mêcz¹ca, tak ¿e po przybyciu
na upragnione miejsce wszystkie trzy pada³y ze zmêczenia. Wykoñczone,
ale przede wszystkim spragnione, pi³y wiêc do woli, w nadziei prêdkiego
odzyskania energii straconej w czasie tej niezwyk³ej wycieczki.
Pani Brigida, podówczas dorastaj¹ca panienka, jako najm³odsza z
trzech sióstr najbardziej chyba odczuwa³a zmêczenie i wci¹¿ pij¹c
zach³annie, miêdzy jednym a drugim ³ykiem tej tak cudownej wody,
powiedzia³a: ,,Usz³yœmy taki kawa³ drogi i tak siê zmêczy³yœmy, a wydaje
mi siê, ¿e ta woda jest taka sama jak inne, nie znajdujê w niej nic specjalnego”.
W tym samym momencie, w którym wypowiedzia³a te s³owa, nie
maj¹c najmniejszej intencji, by przeklinaæ wodê, ale po prostu ¿eby
powiedzieæ coœ banalnego i dowcipnego do sióstr, upad³y jej na fartuch,
który mia³a na sobie krople tej wody: natychmiast uniós³ siê bia³y dym
i da³ siê wyczuæ sw¹d spalenizny. Poza tym w fartuszku zosta³y dziury
po kroplach, takie jak po gaszeniu papierosa.
Oczywiœcie, wielkie zdziwienie zapanowa³o wœród trzech sióstr i
wœród wielkiej liczby osób tam zgromadzonych, które zaskoczone
uczestniczy³y w tak nadzwyczajnym wydarzeniu. Siostry zanios³y fartuch
do ksiêdza proboszcza i szczegó³owo opowiedzia³y przebieg zdarzenia;
on równie¿ by³ zadziwiony i zdumiony, zdecydowa³ wtedy, ¿eby wys³aæ
fartuch do Rzymu, do Ojca Œwiêtego, nie tyle, ¿eby otrzymaæ odpowiedŸ,
ile jako œwiadectwo do kanonizacji B³ogos³awionego Dominika.
Jak racjonalnie czy naukowo wyjaœniæ to zajœcie? Z mej strony, zawsze
29
CREDERE o non credere
Un commento a caldo e molto semplicistico, può essere il seguente:
fenomeno di autocombustione di acqua su stoffa di un tempo, anch’essa
all’istante poco infiammabile.
Altro tipo di commento tanto più riflessivo, fa pensare invece, ai poteri misteriosiosi e straordinari del venerato e tanto amato Beato Domenico.
Brigida Balbi
Monte Cerignone
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
zastanawia³am siê nad tajemniczymi i nadzwyczajnymi dzia³aniami
czcigodnego i tak bardzo umi³owanego B³ogos³awionego Dominika.
Brigida Balbi
Monte Cerignone.
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CREDERE o non credere
Testimonianza Clara RATTINI
Un’ altra meravigliosa e commovente storia di guarigione ci è stata
raccontata da alcuni parenti di un anziano signore mancato in questi ultimi
anni: Agostino RATTINI.
Agostini nacque a Sassofeltrio il 22.4.1905 in perfetta salute. Una
brutta infiammazione agli occhi, a lungo trascurata, lo rese cieco ancora
piccolissimo.
La povera creatura rimase in quelle condizioni per tanti lunghi anni.
Un giorno la nonna, con tanta disperazione ed infinita speranza, lo
accompagnò, a piedi, alla Santa Fontanella scavata nel terreno, su di una
alta collina in quel di Fontebuona, dal nostro Beato Domenico Spadafora.
Giunti alla Fonte, la povera donna prese dell’acqua e, pregando con
profonda fede, bagnò gli occhi spenti del suo adorato nipotino.
Ritornarono quindi sui loro passi e si fermarono,poichè era Domenica mattina, alla Santa Funzione nella Chiesetta del Conventino.
All’improvviso il piccolo Agostino si rivolse alla nonna gridando:
„nonnina.. io ti vedo ..” Aveva nove anni, allora.
Rimase per la vita un grande devoto del Beato Domenico fino al
giorno in cui morì il 29.2.1996.
Clara Rattini
Monte Grimano
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo Clary RATTINI
Inn¹ cudown¹ i poruszaj¹c¹ historiê uzdrowienia opowiedzieli nam
krewni pewnego starszego pana, zmar³ego w ostatnim czasie, Agostino
Rattiniego.
Agostino urodzi³ siê w Sassofeltrio 22. 04. 1905 roku ca³kowicie
zdrowy. Powa¿ne zapalenie oczu, zaniedbywane przez d³ugi czas,
spowodowa³o, ¿e oœlep³, bêd¹c jeszcze malutkim dzieckiem. W tym stanie
¿y³ przez wiele d³ugich lat.
Pewnego dnia babcia, z ogromn¹ desperacj¹ i bezgraniczn¹ nadziej¹
zaprowadzi³a go pieszo do Œwiêtego ród³a wydr¹¿onego w ziemi, na
wzgórzu w Fontebuona, przez naszego B³ogos³awionego Dominika
Spadafory. Po dotarciu do Ÿród³a biedna kobieta nabra³a wody i modl¹c siê
z olbrzymi¹ wiar¹, zmoczy³a zgas³e oczy swojego ukochanego wnuczka.
Nastêpnie wrócili ta sam¹ drog¹ i zatrzymali siê, jako ¿e by³ niedzielny
poranek, na Mszy Œwiêtej w klasztornym koœció³ku. Nagle ma³y Agostino
zwróci³ siê w stronê babci, krzycz¹c: ,,Babuniu… ja ciê widzê..”. Mia³
wówczas dziewiêæ lat.
Pozosta³ na ca³e ¿ycie wielkim czcicielem B³ogos³awionego
Dominika, a¿ do dnia swojej œmierci w 1996 roku.
Clara Rattini
Monte Grimano
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CREDERE o non credere
Testimonianza Donatella CONTI
Questa è la storia di una ragazzina che, intorno agli anni sessanta,
aveva dodici anni.
Tutto è iniziato in maniera alquanto banale: dei geloni nei piedi. In
inverno era cosa abbastanza consueta, tanto da non correre ai ripari con i
dovuti provvedimenti.
Infatti la nostra Donatella, non fece troppo caso alla cosa fino a quando questa non si fece seria e prese tutt’altro aspetto.
Un semplice gelone al piede destro, uno come tanti altri, però questo
non guariva, non migliorava proprio neppure un pò, anzi si allargava, faceva sempre più male e si infettava. Quando la ragazzina ne parlò, l’infezione
era giunta alle ghiandole linfatiche dell’inguine portando, oltre al dolore,
tumefazione e gonfiore.
Venne urgentemente trasportata in Ospedale a Macerata Feltria dove
decisero di intervenire chirurgicamente.
La nonna di un’amichetta di Donatella, è una grande devota del nostro caro Beato, e decise di ricorrere a Lui.
Partì, ed a piedi raggiunse la Chiesetta con la Sacra Urna in Santa
Maria in Reclauso. Chiede al Parocco (allora era Don Marino) una piccola
quantità di Olio Santo del Beato. Pregò e tornò a casa. Si recò dalla ragazzina ed unse la parte dolente con l’Olio Santo.
La notte stessa, Donatella, non si lamentò più per il dolore.
Al mattino successivo, quando si accinsero a prepararla per l’intervento....... il suo inguine era perfettamente sanato!!
Il Buon Beato aveva fatto la grazia.
Donatella Conti
Macerata Feltria
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo DONATELLI CONTI
Oto historia pewnej dziewczynki, która w latach szeœædziesi¹tych ub.
wieku mia³a dwanaœcie lat.
Wszystko zaczê³o siê w doœæ banalny sposób: od odmro¿enia stóp.
Zim¹ zdarza³o siê to dosyæ czêsto, tak ¿e nawet nie zwracano na to uwagi,
nie leczono ¿adnymi œrodkami. I Donatella nie bardzo siê t¹ spraw¹ przejê³a
a¿ do momentu, gdy sytuacja sta³a siê powa¿na i nabra³a zupe³nie innego
obrotu. Zwyk³e odmro¿enie prawej stopy, podobne do wielu innych, jednak
nie ustêpowa³o, nie goi³o siê ani trochê, a wrêcz powiêksza³o siê, coraz
bardziej bola³o i infekowa³o. Kiedy dziewczynka w koñcu o tej przypad³oœci
opowiedzia³a, zaka¿enie dosz³o ju¿ do gruczo³ów limfatycznych w
pachwinie, powoduj¹c oprócz bólu równie¿ obrzêk i opuchliznê. Donatella
zosta³a w trybie pilnym przewieziona do szpitala w Macerata Feltria, gdzie
podjêto decyzjê o interwencji chirurgicznej.
Babcia jednej z przyjació³ek Donatelli jest wielk¹ czcicielk¹ naszego
drogiego B³ogos³awionego, tak wiêc postanowi³a siê do Niego zwróciæ.
Wyruszy³a i pieszo dotar³a do koœció³ka, w którym znajduje siê œwiêta urna
w S. Maria in Reclauso (u Œwiêtej Maryi w Okowach.) Poprosi³a proboszcza
(by³ nim wówczas ksi¹dz Marino) o trochê poœwiêconego oleju
B³ogos³awionego. Pomodli³a siê i wróci³a do domu. Uda³a siê do
dziewczynki i nasmarowa³a bol¹ce miejsce olejem B³ogos³awionego
Dominika.
Tej samej nocy Donatella nie skar¿y³a siê ju¿ na ból. Nastêpnego
ranka, kiedy zebrano siê, ¿eby j¹ przygotowaæ do operacji, pachwina by³a
ca³kowicie uzdrowiona!!
Dobry B³ogos³awiony dokona³ cudu.
Donatella Conti
Macerata Feltria
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CREDERE o non credere
Testimonianza di Teresa GUAZZOLINI
Questa è la storia del mio figlio che aveva allora l’età di 5 anni. Fu la
stagione della semina ed il piccolo, inavvertitamente ingerì del grano chimicamente trattato, pronto per essere seminato.
Si sentì subito male.
La mattina dopo il mio figlio fu ricoverato presso l’Ospedale di
Ravenna con febbre molto alta e vomito.
Lo stesso pomeriggio la febbre salì ad arrivare a 41.6º. Ero disperata.
Anch’io in quel periodo prendevo dei medicinali che tenevo sul mio
comodino, accanto ad una bottiglietta di Olio Santo del Beato Domenico.
Dalla fretta di ritornare dall’Ospedale, presi le medicine più importanti ed insieme a loro la bottiglietta di Olio Benedetto che, con sorpresa, mi
ritrovai all’Ospedale.
Non c’era nessun miglioramento, la febbre stava per salire ed il ragazzino entrò in coma.
Io, spinta dal dolore e dalla speranza, ungevo il corpo del mio bambino continuamente, con l’Olio Benedetto.
Chiedevo ai Medici se si sarebbe salvato e loro mi rispondevano che
solo un miracolo avrebbe potuto a salvarlo.
Trascorsero molte ore ed il mio bambino incominciò a migliorare ed
in breve guarì.
Oggi è un uomo di 42 anni e gode di ottima salute.
Matteucci Gilberto
Teresa Guazzolini
Porto Fuori-Ravenna
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo TERESY GUAZZOLINI
Oto historia mojego syna, który mia³ wówczas piêæ lat. Trwa³ akurat
sezon siewny i ma³y niepostrze¿enie po³kn¹³ trochê przygotowanych do
wysiewu nasion z nawozem chemicznym. Natychmiast Ÿle siê poczu³.
Nastêpnego dnia rano, z wymiotami i wysok¹ gor¹czk¹, zosta³ przyjêty do
szpitala w Rawennie. Po po³udniu tego samego dnia gor¹czka wzros³a do
41,6 st. C. By³am zrozpaczona.
W tamtym okresie ja równie¿ za¿ywa³am lekarstwa, które trzyma³am
na komódce wraz z buteleczk¹ œwiêtego oleju B³ogos³awionego Dominika.
Z poœpiechu zwi¹zanego z powrotem ze szpitala wziê³am jedynie
najwa¿niejsze leki, ale nie pomyœla³am o zabraniu opakowania z
poœwiêconym olejem, z którym, ku mojemu zdumieniu, znalaz³am siê w
szpitalu.
Nie by³o ¿adnej poprawy, gor¹czka wci¹¿ ros³a i ch³opczyk zapad³ w
œpi¹czkê. Powodowana bólem i nadziej¹, namaszcza³am ci¹gle cia³o mojego
dziecka poœwiêconym olejem. Pyta³am lekarzy, czy prze¿yje, a oni
odpowiadali mi wci¹¿, ¿e tylko cud mo¿e go uratowaæ.
Minê³o wiele godzin i mojemu synkowi zaczê³o siê poprawiaæ.
Wkrótce wyzdrowia³. Dzisiaj jest czterdziestodwuletnim mê¿czyzn¹ i cieszy
siê doskona³ym zdrowiem.
Mateucci Gilberto
Teresa Guazzolini
Porto Fuori – Rawenna
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CREDERE o non credere
Testimonianza Giacinto ROSSI
Quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale (anni 1943-45) furono
in molti i nostri giovani, animati da profondo amore patriottico, ad arruolarsi ed a partire per combattere Giacinto Rossi, uno di questi, fece la campagna d’Africa.
Non conosceva,non avendolo mai veduto, nepure il mare, eppure si
ritrovò imbarcato su una nave da guerra a solcare acque sconosciute.
Come Lui i Fratelli Mancini Mario ed Antonio, i fratelli Rossi Gino
ed Aurelio.
Altri combatterono in Libia come Guerra Edoardo, Vincenzo Filanti.
Altri ancora in Egitto, in Grecia.
I nomi sono tanti: Mariotti Pietro e Francesco,Nino Lepri, Zerbini
Fernando e Demo, Palazzi Antonio, i fratelli Canini Giuseppe e Giulio ed
altri ancora.
Tutti combatterono per la nostra Italia e la cosa più importante fu che
tutti, assolutamente tutti, i parrocchiani della nostra Santa Maria in Reclauso,
tornarono a casa.
Tutti quanti. Il nostro Beato Domenico li ha ricondotti alle loro famiglie.
Il Beato Domenico ha ascoltato le loro preghiere.
Giacinto ROSSI
Monte Cerignone
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo Giacinto ROSSI
Kiedy wybuch³a druga wojna œwiatowa (lata 1943-45), wielu by³o
naszych m³odych mê¿czyzn, o¿ywionych g³êbok¹ mi³oœci¹ patriotyczn¹,
którzy wst¹pili do wojska i wyruszyli do walki. Giacinto Rossi, jeden z
nich, bra³ udzia³ w kampanii afrykañskiej. Nie zna³ nawet morza, gdy¿ nigdy
go wczeœniej nie widzia³, a jednak znalaz³ siê na okrêcie wojennym pruj¹cym
nieznane wody.
Wraz z nim walczyli bracia Mario i Antonio Mamcini i bracia Gino i
Aurelio Rossi. Inni, jak Edoardo Guerra i Vincenzo Filanti znaleŸli siê w
Libii, jeszcze inni w Egipcie i w Grecji. By³o ich wielu: Pietro i Francesco
Mariotti, Nino Lepri, Fernando e Demo Zerbini, Antonio Palazzi, bracia
Giuseppe i Giulio Canini i inni.
Wszyscy walczyli za nasz¹ Italiê, a najwa¿niejsz¹ spraw¹ by³ fakt, ¿e
wszyscy, absolutnie wszyscy, parafianie naszej Santa Maria in Reclauso
(Matki Bo¿ej w Okowach) wrócili do domu. Wszyscy. Nasz B³ogos³awiony
Dominik przyprowadzi³ ich wszystkich z powrotem do ich rodzin.
B³ogos³awiony Dominik wys³ucha³ ich modlitw.
Giacinto ROSSI
Monte Cerignone
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CREDERE o non credere
Testimonianza di Clara FERRANTI
Ferranti Clara figlia di Giovanni, e di Sertori Iris nata a
Montecerignone il 12-11-1937, residente a Mercatino Conca in via San
Marino N. 27.
Oggi 10 del mese di marzo 1999.
La signora Ferranti Clara sente il dovere di esprimere immensa gratitudine e di esternare testimonianza oculare per la grazia ricevuta dal Beato
Domenico per la guarigione della mamma Sertori Iris, nata a Fano il 10-11914 residente a Montecerignone.
Segue il suo racconto:
“Mi è sempre stato raccontato che nel 1938, nel giorno della mia
nascita, avvenuta il 12-11-1937, mia mamma ebbe un parto difficilissimo,
in seguito al quale sopraggiunse una seria malattia che la costrinse a letto
per oltre cinque mesi.
Quando finalmente la malattia sembrava sedata e fu consigliata di
scendere dal letto e riprendere a camminare, non riuscuva più a reggersi in
piedi. Gli arti inferiori sembravano persi definitivamente; anche dopo molti
tentativi con adeguate terapie, non riusciva a camminare. Dopo aver tentato
in tutti i modi e interpellati i migliori specialisti del settore sembrava proprio con ci fosse niente da fare e mia mamma certamente era destinata a non
poter usare mai più le sue gambe.
Spinti dalla disperazione di questa tremenda prospettiva, e dal clamore suscitato dai pellegrini che giungevano da ogni parte per rivolgere
al Beato Domenico le loro suppliche, la signora Iris e i famigliari, decisero di rivolgersi al Beato Domenico con le migliori intenzioni e devozioni.
La signora Iris abitava allora a Montecerignone in piazza principale
vicino il convento delle suore; Montecerignone dista dal Santuario del Beato Domenico circa un chilometro e mezzo, il tragitto pur breve si compone
di due tratti stradali molto ripidi: uno per scendere fino al fiume Conca e
l’altro par salire fino al santuario e viceversa.
La scarsità dei mezzi disponibili a quei tempi non lasciavano altra
scelta che un biroccio agricolo trainato da buoi.
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo CLARY FERRANTI
Pani Clara Ferranti czuje siê w obowi¹zku, by wyraziæ nieskoñczon¹
wdziêcznoœæ i z³o¿yæ naoczne œwiadectwo ³aski otrzymanej od
B³ogos³awionego Dominika, to jest uzdrowienia jej mamy, Sertori Iris,
urodzonej w Fano w 1914 roku, zamieszka³ej w Monte Cerignone.
Zawsze mi opowiadano – pisze Pani Clara – ¿e w 12 listopada 1937
roku, w dniu moich narodzin, mama mia³a bardzo trudny poród, w wyniku
którego ujawni³a siê powa¿na choroba, która zatrzyma³a j¹ w ³ó¿ku na ponad
piêæ miesiêcy. Wydawa³o siê, ¿e przypad³oœæ zosta³a pokonana, bo mamie
polecono wstaæ z ³ó¿ka i zacz¹æ chodziæ. Niestety, ci¹gle nie mog³a siê
utrzymaæ na nogach. Najlepsi specjaliœci orzekli: „Nie mo¿na ju¿ nic zrobiæ”.
Powodowani desperacj¹, wynikaj¹c¹ z tej strasznej perspektywy i
wiedz¹c o sensacjach wœród pielgrzymów przybywaj¹cych zewsz¹d, aby
przedstawiæ B³ogos³awionemu Dominikowi swe proœby, pani Iris i jej krewni
zdecydowali siê, by z czci¹ i wiar¹ zwróciæ siê do B³ogos³awionego
Dominika.
Pani Iris mieszka³a wówczas w Monte Cerignone, przy rynku, w
pobli¿u klasztoru sióstr, odleg³ego na oko³o kilometr od sanktuarium
B³ogos³awionego Dominika. Droga, choæ krótka, sk³ada siê z dwóch bardzo
stromych odcinków: jednego, prowadz¹cego w dó³ nad rzekê Conca i
drugiego, który prowadzi w górê a¿ do .
W zwi¹zku z brakiem dostêpnych w tamtych czasach œrodków
pozostawa³ jedynie wóz ci¹gniony przez wo³y.Z inicjatywy zakonnic i
przy bardzo du¿ej pomocy miejscowych przewieziono Iris do
Sanktuarium B³ogos³awionego Dominika. Gdy dotarli do koœcio³a, a
œciœlej w pobli¿e urny B³ogos³awionego, w której jest czczone jego
nietkniête zêbem czasu cia³o, modlili siê wszyscy ¿arliwie i z oddaniem,
w konkretnym celu, o wstawiennictwo tak czcigodnego B³ogos³awionego
Dominika.
I rzeczywiœcie, Pani Iris w obecnoœci ponad stu osób zaczê³a siê
gwa³townie poruszaæ i próbowa³a o w³asnych si³ach wstaæ. Po kilku
niepewnych, chwiejnych próbach uda³o jej siê to, co wzbudzi³o u wszystkich
zaskoczenie, zadziwienie i zachwyt. Nast¹pi³y coraz pewniejsze i bardziej
41
CREDERE o non credere
Con l’iniziativa delle suore e l’aiuto molto valido della gente del paese, la traspotarono al santuario del Beato Domenico. Giunti nella chiesa e
più precisamente vicino alla tomba del Beato, all’urna contente il Suo corpo immacolato e intatto, pregarono tutti insieme con tanto fervore e devozione, con proposito determinato di ottenere qualcosa di sopranaturale dal
tanto venerato Beato Domenico. Infatti, la mamma, in presenza di oltre cento persone, cominciò a dimenarsi e tentò di alzarsi in piedi da sola, e dopo
qualche tentennamento incerto ci riuscì, lasciando tutti esterrefatti per stupore e meraviglia. Seguirono piccoli passi sempre meno incerti e più decisi
fino a camminare quasi normalmente.
E dire che un’ora prima, per trasportarla dal biroccio all’urna nel Beato
Domenico, ci erano volute quattro persone forzute e molto attente.
Dopo una sequela di passi ripetuti in chiesa e nel piazzale del santuario, anche per vincere l’incredulità dei parenti e di Lei in particolare, la
Signora Iris decise di tornare a casa a piedi rifiutando di risalire sul biroccio,
superando piano piano la discesa e la lunga salita fino a raggiungere la
propria casa con le proprie gambe. Gli accompagnatori tanto premurorosi,
al ritorno non prestarono il benché minimo aiuto materiale; la Signora Iris
lo rifiutava, e gradiva invece la compagnia giuliva ed entusiasta di tanta
buona gente in quella lunga passeggiata, commentando il grande fatto straordinario ottenuto con la preghiera e la fede.
Limitiamoci pure a considerare questi fatti ottenuti per grazia ricevuta, ma la folla presente e l’eco suscitato nella popolazione dal fatto stesso,
portano a pensare si tratti di autentico miracolo del Beato Domenico.
Due grandi grazie ricevute dal Beato Domenico Spadafora.
Clara Ferranti
Monte Cerignone
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
zdecydowane próby zrobienia o w³asnych si³ach kilku kroków, a¿ w koñcu
kobieta zaczê³a prawie normalnie iœæ. I pomyœleæ, ¿e jeszcze godzinê
wczeœniej potrzeba by³o pomocy czterech silnych i bardzo ostro¿nych ludzi,
¿eby j¹ przenieœæ z wozu do urny B³ogos³awionego Dominika.
Po ca³ej serii kroków w koœciele i na dziedziñcu , tak¿e po to, aby
zwyciê¿yæ niedowiarstwo w³asne i rodziny, pani Iris postanowi³a wróciæ do
domu pieszo, odmawiaj¹c ponownego skorzystania z wozu, przemierzaj¹c
powolutku drogê w dó³, a nastêpnie d³ugie podejœcie a¿ do swojego domu
na w³asnych nogach. Ci, którzy jej towarzyszyli, tak bardzo troskliwi, w
drodze powrotnej nie udzielili jej najmniejszej pomocy materialnej; pani
Iris jej nie chcia³a, natomiast z radoœci¹ przyjmowa³a w czasie tej d³ugiej
wêdrówki radosne i entuzjastyczne towarzystwo tak wielu dobrych ludzi,
komentuj¹c to wielkie, niecodzienne wydarzenie z modlitw¹ i wiar¹.
Ograniczmy siê jedynie do rozwa¿enia tych faktów, zaistnia³ych dziêki
otrzymanej ³asce, lecz obecny tam t³um i oddŸwiêk, jaki wzbudzi³y wœród
ludzi, przywodzi na myœl, ¿e chodzi o autentyczny cud B³ogos³awionego
Dominika.
Clara Ferranti
Monte Cerignone
43
CREDERE o non credere
Testimonianza Giuliana MONALDI
Era il Febbraio del 1965. Giuliana stava partorendo in casa, cosa che
avveniva regolarmente a quei tempi, assistita dalla sua ostetrica. Erano le
tre pomeridiane quando, prematuramente, nacque il piccolino che pesava
soltanto 1 chilo e 900 grammi. Poco più di un’ora più tardi, cominciarono
per Giuliana seri problemi.
Durante lo sforzo del parto era avvenuta la lacerazione di una vena,
per cui era iniziata una emorragia che diveniva, col passare del tempo, man
mano sempre più grave. Non c’era davvero tempo da perdere, serviva l’intervento di un Medico Chirurgo quanto prima.
Partirono allora gli uomini di famiglia diretti all’Ospedale di Macerata Feltria alla ricerca del Dott. Quintini, ma essendo inverno, si trovarono
in mezzo ad una vera e propria tormenta di neve, per colpa della quale, la
loro macchina si bloccò al passo della Faggiola, dovettero pertanto proseguire a piedi, per cui il tempo passava ed il sangue della nostra Giuliana
continuava a defluire constantemente, mettendola così in un serissimo pericolo di vita, tanto è vero che, dal bel colorito rosso vivo, il sangue, stava
diventando sempre più chiaro fino a raggiungere un pallido colore rosato.
Chiese allora alla suocera di aiutarla a recitare il Santo Rosario in
onore del nostro caro Beato Domenico, al quale era devota, confidando in
Lui con tutto il cuore.
Dopo qualche ora giunsero gli uomini con il Medico chirurgo il quale allacciò la vena lacerata bloccando così la fuoriuscita di sangue e la nostra Giuliana si salvò.
Ancora una volta il Beato era intervenuto a favore di chi in Lui credeva e lo amava.
Giuliana Monaldi
Monte Cerignone
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo GIULIANY MONALDI
By³ luty 1965 roku. Giuliana rodzi³a w domu, jak to siê zazwyczaj
dzia³o w tamtych czasach, pomaga³a jej po³o¿na. Na zegarze wybi³a godzina
trzecia po po³udniu, kiedy urodzi³ siê wczeœniak, wa¿¹cy tylko kilo i 900
gramów. Po nieca³ej godzinie zaczê³y siê dla Giuliany powa¿ne problemy.
Podczas wysi³ku przy porodzie nast¹pi³o pêkniêcie jednej têtnicy i wyst¹pi³
krwotok, który wraz z up³ywem czasu stawa³ siê coraz powa¿niejszy.
Naprawdê nie by³o czasu do stracenia, potrzebna by³a natychmiastowa
interwencja lekarza chirurga.
Kilka osób z rodziny uda³o siê zatem do szpitala w Macerata Feltria,
w poszukiwaniu doktora Quintini, ale jako ¿e by³a zima, znaleŸli siê w samym
œrodku prawdziwej burzy œnie¿nej, ich samochód utkwi³ w œniegu na
przejeŸdzie do Faggioli i dalej musieli iœæ pieszo. W miêdzyczasie krwotok
nie ustawa³ i nasza Giuliana ca³y czas traci³a du¿o krwi, co powodowa³o
coraz gorszy stan i powa¿ne zagro¿enie ¿ycia, poza tym krew straci³a ju¿
swój piêkny jasnoczerwony kolor i stawa³a siê coraz jaœniejsza, a¿ nabra³a
bladoró¿owej barwy.
Giuliana poprosi³a wtedy teœciow¹, ¿eby jej pomog³a odmawiaæ
Ró¿aniec Œwiêty ku czci naszego drogiego B³ogos³awionego Dominika,
którego by³a czcicielk¹, ufaj¹c Mu ca³ym sercem. Po kilku godzinach dotarli krewni z lekarzem chirurgiem, który zablokowa³ pêkniête naczynie
krwionoœne, tamuj¹c w ten sposób krwotok i nasza Giuliana zosta³a ocalona.
Kolejny raz B³ogos³awiony przyszed³ z pomoc¹ temu, kto w Niego
wierzy³ i Go kocha³.
Giuliana Monaldi
Monte Cerignone
45
CREDERE o non credere
Testimonianza di Lina MONALDI
Questa giovane e dolce signora aveva già con dolore sopportato la
triste fine di quattro gravidanze: due parti prematuri e due aborti.
Quando si accorse di essere incinta (era la quinta volta) si reca subito
a pragare il nostro caro Beato con tanto amore e tanta passione, come spesso una madre sa fare!
Con la preghiera di portare a termine la sua gravidanza peraltro, piuttosto complessa.
Ma lei si affida al Beato e da quel momento è serena e si sente pervasa da
una inspiegabile tranquillità che continua ad accompagnarla anche quando, fatta
una radiografia, le comunicano che dovrà sostenere un parto cesareo.
I mesi passano, il parto si avvicina e la nostra Lina continua il faticoso
lavoro di sempre. Non era davvero uno scherzo a quei tempi la vita che conduceva una donna nelle nostre campagne. Arrivano all’improvviso nel nostro
paese le febbri asiatiche che coinvolgono anche Lina che guarisce quasi subito ma c’è una ricaduta che la porta a stare molto male arrivando alla meningite.
Poiché è incinta, non è possibile utilizzare cure importanti per cui il Medico
ne mette in dubbio la sopravvivenza. Tutto invece si risolve e Lina prosegue
con la sua gravidanza serenamente.
Non era ancora tempo per il parto (era infatti l’ottavo mese), quando
purtroppo lo stesso si avvia con relativa rottura delle acque proprio in una
sera in cui non c’era nessuno ad assisterla. In quelle condizioni percorre a
piedi il lungo e sconnesso tratto di strada che separa la frazioncina in cui
abita, Castello dei Begni, a Montecerignone, paese dove il Medico la carica
d’ ùrgenza nella sua auto e la conduce in ospedale a Macerata Feltria. Qui il
medico spaventato tenta di inviarla a Pesaro ma l’ostetrica insiste per trattenerla poiché capisce il grave pericolo che corrono sia la madre che il piccolo.
Momenti difficili, drammatici!! Ma grazie al nostro adorato Beato, si
risolvono per il meglio. Tutto finisce con l’acuto vagito di una splendida
bambina.!
Lina Monaldi
Monte Cerignone
46
WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo LINY MONALDI
Ta mi³a, m³oda kobieta prze¿y³a ju¿ boleœnie smutny koniec czterech
ci¹¿: dwa przedwczesne porody i dwa poronienia. Kiedy zorientowa³a siê, ¿e
jest w ci¹¿y po raz pi¹ty, prêdko uda³a siê do naszego drogiego
B³ogos³awionego, aby siê modliæ z tak¹ mi³oœci¹ i ¿arliwoœci¹ jak tylko matka
potrafi! Modli³a siê oczywiœcie o to, ¿eby donosiæ tê ci¹¿ê, która, tak jak
poprzednie, by³a doœæ skomplikowana.
Lecz ona, Lina, powierza siê B³ogos³awionemu i od tej chwili jest pogodna,
czuje siê przenikniêta niewyjaœnionym spokojem, który towarzyszy jej nawet wtedy,
gdy po przeprowadzonej radiografii dowiaduje siê, ¿e czeka j¹ poród cesarski. Mijaj¹
miesi¹ce, zbli¿a siê poród, a nasza Lina wci¹¿ wykonuje sw¹ zwyk³¹, ciê¿k¹ pracê.
W tamtych czasach ¿ycie kobiety na wsi by³o naprawdê ciê¿kie. Nagle w naszej
wsi pojawia siê febra azjatycka, na któr¹ zapada równie¿ Lina. Co prawda zdrowieje
z niej bardzo szybko, ale przychodzi nawrót choroby, który doprowadza j¹ do bardzo
powa¿nego stanu i do zapalenia opon mózgowych. Jako ¿e jest w ci¹¿y, nie mo¿e
siê poddaæ odpowiedniemu leczeniu i dlatego lekarz w¹tpi w jej prze¿ycie. Na razie
nastêpuje poprawa i Lina spokojnie znosi swój stan.
Nie nadszed³ jeszcze w³aœciwy dla porodu czas (by³ ósmy miesi¹c), kiedy
niestety odesz³y wody i to w³aœnie w taki wieczór, gdy nie mia³ siê ni¹ kto zaj¹æ.
W takim stanie, pieszo, przebywa d³ugi i trudny odcinek drogi, który oddziela
osiedle, w którym mieszka, Castello dei Begi, od domu lekarza w
Montecerignone. Doktor natychmiast umieszcza j¹ w samochodzie i zawozi do
szpitala w Macerata Feltria. Tam lekarz, upewniwszy siê co do powagi sytuacji,
ma zamiar wys³aæ j¹ do Pesaro, ale po³o¿na nalega, aby j¹ zatrzymaæ, boj¹c siê
wielkiego niebezpieczeñstwa, na jakie s¹ nara¿eni tak matka, jak i dziecko.
Nastêpuj¹ trudne i dramatyczne chwile, ale trzeba podj¹æ jak¹œ decyzjê. Decyduj¹
siê wiêc na podjêcie akcji porodowej, która koñczy siê szczêœliwie dziêki
naszemu B³ogos³awionemu Dominikowi, przyzywanemu przez ca³y czas z ¿yw¹
wiar¹. Wszystko koñczy siê g³oœnym kwileniem wspania³ej dziewczynki!
Lina Monaldi
Monte Cerignone
....................
................
47
CREDERE o non credere
Testimonianza di Rosa MONALDI
La signora Monaldi ci racconta del marito Umberto Schiavi, il quale
era stato richiamato alle armi ed inviato al fronte. Combattè in Libia a
Tobruch, poi di lui perdette per alcuni anni ogni traccia.
Seppe di un assalto al fronte da parte del suo Reggimento, nel quale,
su 600 soldati che vi presero parte, ne ritornarono vivi solamente 60. Il
dolore e la disperazione erano grandi e le notizie pressochè nulle.
Solo più tardi seppe che era ancora vivo grazie ad un suo compagno
commilitone. Rosa pregava il Beato Domenico.
Tempo dopo, dagli uffici del Comune di Monte Cerignone, le comunicarono che Umberto non compariva fra i superstiti e che, probabilmente
era morto o disperso.
Rosa però non perse mai la fede e, quotidianamente, si recava nella
Chiesetta a pregare con fervore il Beato Domenico mantenendo così, nel
suo cuore, viva la speranza di riabbracciare il suo sposo.
Il tempo passava e non giungeva nessuna nuova notizia. Finalmente,
dopo otto lunghi anni, ricevette una Cartolina Postale con la quale le veniva
comunicato l’imminente ritorno di suo marito.
Un secondo avvenimento importante accadde a questa coppia:
Umberto Schiavi, poco dopo il suo ritorno a casa, fu costretto, per combattere la miseria che allora, nelle nostre campagne la faceva da padrona, ad
emigrare, cosa che del resto, facevano in molti a quei tempi.
La scelta cadde sulla Francia: la miniera, pericolosa ma molto redditizia. Soltanto due mesi dopo però, ci fu un crollo nella miniera dove lui
scavava. Rimase sotterrato in un tunnel per parecchie ore e, durante quel
terribile momento, pregò ed invocò la protezione e la salvezza al Beato
Domenico. Riuscì ancora una volta a salvarsi ed a ritornare a Monte
Cerignone dove rimase, sempre devoto al Beato, fino al giorno della sua
morte avvenuta pochi anni fa.
Rosa Monaldi
Monte Cerignone
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo ROSY MONALDI
Pani Monaldi opowiada nam o swoim mê¿u, Umberto Schiavim, który
zosta³ powo³any do wojska i wys³any na front. Walczy³ w Libii w Tobruku,
a potem, na wiele lat, œlad po nim zagin¹³. ¯ona dowiedzia³a siê o natarciu
jego pu³ku na froncie, po którym z 600 ¿o³nierzy bior¹cych w nim udzia³
powróci³o jedynie 60 ¿ywych. Wielki by³ smutek, ból i desperacja, a
wiadomoœci niemal ¿adnych.
Nieco póŸniej Rosa dowiedzia³a siê od jednego z jego wspó³towarzyszy
walki, ¿e Umberto ¿yje. B³aga³a wiêc B³ogos³awionego Dominika, ¿eby mog³a
kiedyœ zobaczyæ siê z mê¿em. Pomimo to jednak jakiœ czas potem otrzyma³a
z Urzêdu Gminy Monte Cerignone wiadomoœæ, ¿e Umberto nie figuruje
pomiêdzy ocala³ymi i ¿e prawdopodobnie nie ¿yje albo zagin¹³.
Jednak Rosa nie straci³a nigdy wiary i codziennie udawa³a siê do
koœció³ka, ¿eby ¿arliwie siê modliæ do B³ogos³awionego Dominika,
podsycaj¹c tym samym w swym sercu nadziejê, ¿e jeszcze kiedyœ uœciœnie
swojego mê¿a. Czas mija³, a ¿adnych nowych wiadomoœci nie by³o. Wreszcie
po oœmiu d³ugich latach Rosa dosta³a kartkê pocztow¹, oznajmiaj¹c¹ rych³y
powrót jej mê¿a.
Ci ma³¿onkowie, czciciele B³ogos³awionego Dominika, s¹ tak¿e
œwiadkami innego wydarzenia. Wkrótce po powrocie do domu Umberto
Schiavi by³ zmuszony, tak jak wielu innych, do emigracji za granicê, ¿eby
stawiæ czo³a biedzie, która panowa³a wówczas w naszych wsiach. Los pad³
na Francjê, która przede wszystkim poprzez pracê w kopalni dawa³a
mo¿liwoœæ dobrego zarobku. Jednak ju¿ w dwa miesi¹ce póŸniej mia³ miejsce
wypadek – pod ziemi¹ dosz³o do t¹pniêcia . Przez wiele godzin Umberto
by³ uwiêziony w tunelu pod ziemi¹, a w tym okropnym czasie modli³ siê i
wzywa³ pomocy i ratunku za wstawiennictwem B³ogos³awionego Dominika.
I tym razem zosta³ ocalony i uda³o mu siê wróciæ do Monte Cerignone,
gdzie, zawsze oddany B³ogos³awionemu, ¿y³ i mieszka³ a¿ do œmierci, która
przysz³a parê lat póŸniej.
Rosa Monaldi
Monte Cerignone
49
CREDERE o non credere
Testimonianza Delia ROSSI
Era l’anno 1941. Io ero allora una esile ragazzina di soli 10 anni.
Vivevamo in campagna a Fonte Cibiana, in un cascinale non lontano dalla
strada che conduce a Monte Grimano.
A quei tempi si soleva fare e cuocere il pane in casa. Lo si impastava
lo si lasciava lievitare e poi, lo si infornava, dopo aver debitamente riscaldato il forno nel quale veniva cotto.
Io davo, come sempre, una mano alle donne adulte di casa. Infornando
mi eposi forse un pò troppo al forte calore del forno a legna, poi terminato il
lavoro, tornai a casa, percorrendo con un brivido di freddo intenso, i pochi
mentri che separavano il forno dalla casa. Era pieno inverno e fuori c’era
tanta neve.
Quella stessa notte mi accorsi che qualcosa non andava e la mamma
si re se subito conto che ero stata colpita da una paresi facciale.
Al mattino seguente ci recammo immediatamente dal medico, nella
vicina Monte Cerignone.
Poiché la Chiesa con l’Urna del Beato si trova non lontano dalla strada che dovevamo percorrere, passammo a chiedere aiuto con la preghiera al
nostro caro Beato Domenico.
Il medico di allora, il Dr. Paganucci, dopo avere fatto la sua diagnosi,
passò alla prescrizione delle doverose cure da effettuare quali: ricovero
ospedaliero, costosi medicinali, terapie in centri lontanissimi da casa.
Non avendo disponibilità economiche per fare fronte a tutto questo,
la disperazione di mia madre fu grande ed al ritorno a casa passammo ancora una volta alla Chiesa del nostro caro Beato e con dolore profondo e con
grande speranza, lo pregammo di aiutarci e di farmi guarire.
Solo due giorni dopo, senza alcuna cura o alcun tipo di intervento, mi
ritrovai completamente ed inspiegabilmente guarita.
Delia Rossi
Fonte Cibiana
50
WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo DELII ROSSI
W 1941 roku by³am drobn¹, dziesiêcioletni¹ dziewczynk¹.
Mieszkaliœmy na wsi, w Fonte Cibiana, w zagrodzie po³o¿onej nieopodal
drogi prowadz¹cej na Monte Grimano. W tamtych czasach by³o w zwyczaju
przygotowywanie i pieczenie chleba w domu. Zarabia³o siê m¹kê i po tym,
jak wyros³a na dro¿d¿ach, wk³ada³o siê ciasto do pieca, po uprzednim,
nale¿ytym rozgrzaniu go. Tam wszystko siê piek³o.
Jak zwykle pomaga³am doros³ym gospodyniom. Wk³adaj¹c chleb do
pieca, chyba trochê za bardzo siê nachyli³am nad ¿arem silnie rozgrzanego
pieca na drewno, ale nie wydawa³o siê w tamtej chwili, ¿eby to mia³o mieæ
jakieœ konsekwencje. Po zakoñczeniu pracy wróci³am do domu, przemierzaj¹c
trzês¹ca siê z zimna tych kilka metrów dziel¹cych piec od domu. By³ œrodek
zimy, a na zewn¹trz mnóstwo œniegu.
Tej samej nocy zda³am sobie sprawê, ¿e coœ nie gra, a mama
natychmiast zorientowa³a siê, i¿ zosta³am dotkniêta parali¿em twarzy.
Nastêpnego dnia rano uda³yœmy siê niezw³ocznie do lekarza, w pobliskim
Monte Cerignone. Jako ¿e koœció³ z urn¹ B³ogos³awionego znajduje siê
niedaleko od drogi, któr¹ mia³yœmy jechaæ, wst¹pi³yœmy, ¿eby siê pomodliæ
do naszego drogiego B³ogos³awionego Dominika, prosz¹c Go o pomoc.
Przyjmuj¹cy wówczas lekarz, doktor Paganucci, postawiwszy
diagnozê, przyst¹pi³ do wypisywania niezbêdnego leczenia, czyli:
hospitalizacji, drogich lekarstw, terapii w oœrodkach bardzo oddalonych od
domu. Ale nie mieliœmy, niestety, pieniêdzy... Jednak desperacja mojej matki
by³a wielka. W drodze powrotnej do domu wst¹pi³yœmy jeszcze raz do
koœcio³a naszego drogiego B³ogos³awionego i z g³êbokim bólem, ale i z
wielk¹ nadziej¹ prosi³yœmy Go o pomoc i o moje uzdrowienie. Ju¿ dwa dni
póŸniej okaza³o siê, ¿e bez ¿adnego leczenia czy jakiegokolwiek zabiegu
zupe³nie i w nie wyjaœniony sposób ozdrowia³am.
Delia Rossi
Fonte Cibiana
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CREDERE o non credere
Testimonianza Iolanda AMADEI
La Signora Iolanda ci racconta un fatto particolare e commovente
avvenuto nello scorso Marzo 2004 a sua sorella Gina.
Da parecchio tempo ormai Gina soffriva di cuore e, per continuare a
vivere dovette decidersi ad affrontare questo importante intervento.
Fu ricoverata a Cotignola e venne operata. Il decorso postoperatorio
però non andò purtroppo, come avrebbe dovuto. Gina infatti non solo non
migliorò ma cadde in un coma profondo.
La sorella Iolanda, grande devota del nostro caro Beato, si recò alla
Sua Chiesetta e pregò, pregò a lungo.
Passarono i giorni, ma Gina non migliorava. Erano giunti così all’ottavo giorni quando, proprio quella notte, a casa sua nel suo letto, Iolanda
ebbe un’esperienza alquanto singolare: si destò all’improvviso in preda ad
un malore che andava facendosi sempre più forte, aveva un grande, insopportabile dolore all’addome, tentò di bere ma non riuscì a muoversi e fu
allora che ebbe l’apparizione del Beato nitida e chiara, davanti a lei come
se fosse vivo a presente, non soltanto un’immagine.
In quel momento capì che Gina si era svegliata.
Infatti, la mattina dopo, la figlia la chiamò per avvertirla che la zia,
durante la notte si era svegliata e che ora stava bene. Il grande Beato
Domenico aveva fatto la grazia!!
Gina restò ancora a Cotignola per qualche settimana, poi, venne trasferita, per la riabilitazione, all’Ospedale di Monte Catone dove si fermerò
per circa due mesi.
Oggi, completamente ristabilita, ha riacquistato la sua più totale autonomia.
Iolanda Amadei
Macerata Feltria
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo IOLANDY AMADEI
Pani Iolanda opowiada nam szczególny i wzruszaj¹cy fakt, który
przydarzy³ siê w marcu 2004 roku jej siostrze, Ginie.
Od d³u¿szego czasu Gina mia³a problemy kardiologiczne i aby dalej
¿yæ, musia³a siê zdecydowaæ na ten powa¿ny zabieg. Zosta³a przyjêta do
szpitala Cotignoli i operowana. Niestety, leczenie po operacji nie przebiega³o
tak, jak powinno. W rzeczywistoœci Gina nie tylko nie zdrowia³a, ale zapad³a
w stan ca³kowitej œpi¹czki.
Jej siostra Iolanda, oddana czcicielka naszego drogiego
B³ogos³awionego Dominika, uda³a siê do jego koœció³ka i modli³a siê,
modli³a d³ugo. Minê³o wiele dni, ale z Gin¹ nie by³o lepiej. I tak nadszed³
ósmy dzieñ, kiedy to noc¹, w swoim domu, we w³asnym ³ó¿ku, Iolanda
mia³a niezwyk³e doœwiadczenie: nagle poczu³a siln¹ niedyspozycjê, która
stawa³a siê coraz mocniejsza. Strasznie, nie do wytrzymania, rozbola³ j¹
brzuch, próbowa³a siêgn¹æ po coœ do picia, ale nie by³a w stanie siê ruszyæ;
i w³aœnie wtedy mia³a objawienie B³ogos³awionego Dominika, którego
wyraŸnie zobaczy³a tu¿ przed sob¹.
W tym momencie zrozumia³a, ¿e Gina siê obudzi³a.
I rzeczywiœcie, nastêpnego ranka zadzwoni³a do niej córka, ¿eby oznajmiæ,
¿e w nocy ciocia siê obudzi³a i ju¿ dobrze siê czuje. Wielki B³ogos³awiony
Dominik uczyni³ cud !!
Gina zosta³a jeszcze przez kilka tygodni w Cotignoli, a nastêpnie
zosta³a przeniesiona na rehabilitacjê do szpitala Monte Catone, gdzie
pozosta³a przez oko³o dwa miesi¹ce. Dzisiaj, ca³kowicie wyleczona,
odzyska³a sw¹ jeszcze wiêksz¹ niezale¿noœæ.
Iolanda Amadei
Macerata Feltria
53
CREDERE o non credere
Testimonianza di Fabio RENZI
Mi chiamo Fabio Renzi, vivo in un piccolo Paese di nome Sestino in
provincia di Arezzo.
All’età di 13 anni, ho incominciato a soffrire di disturbi intestinali. Il
mio Medico di condotta mi fece fare accurati esami e da questi risultò una
forte anomalia del Pancreas.
Fui ricoveto per un periodo all’Ospedale di Sassocorvaro (P.U.) ma
qui purtroppo non riuscirono a risalire alla causa di questi disturbi.
Fui consigliato dai Medici di farmi ricoverere in un centro specializzato.
Per pura casualità, durante la degenza, conobbi un Medico che lavorava a Milano il quale mi portò all’Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo (MI).
Il giorno prima di partire per Milano, i miei genitori molto preoccupati, mi condussero al Santuario del Beato Domenico dove pregammo e
dove io promisi, di tornare al Santuario almeno una volta ogni anno a trovare il caro Beato.
A Cinisello Balsamo dopo un’infinità di esami, scoprirono finalmente che ero affetto da una rarissima malattia conosciuta con il nome di “la
giarda”.
Con una adeguata cura, guarii nel giro di poche setimane e non ebbi
più nessun disturbo.
Fabio Renzi
Allego copia della
Cartella Clinica rilasciata
dall’Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo (MI)
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo FABIO RENZI
Nazywam siê Fabio Renzi, mieszkam w ma³ej miejscowoœci – Sestino,
w rejonie Arezzo. W wieku 13 lat zacz¹³em siê uskar¿aæ na zaburzenia
jelitowe. Mój lekarz skierowa³ mnie na szczegó³owe badania, które wykaza³y
powa¿ne zmiany trzustki.
Przez pewien czas le¿a³em w szpitalu w Sassocorvaro (P.U.), ale tam
niestety nie uda³o siê znaleŸæ przyczyny tych dolegliwoœci, mimo ¿e bada³o
mnie wielu lekarzy, którzy w koñcu postanowili skierowaæ mnie na leczenie
specjalistyczne. Podczas hospotalizacji przez przypadek pozna³em pewnego
lekarza, który pracowa³ w Mediolanie i który zaproponowa³ przeniesienie
mnie do szpitala Bassini w Cinisello Balsamo (Mi).
Dzieñ przed wyjazdem do Mediolanu moi rodzice, bardzo zmartwieni,
zawieŸli mnie do Sanktuarium B³ogos³awionego Dominika, gdzie siê
modliliœmy i gdzie obieca³em wracaæ przynajmniej raz w roku, aby nawiedziæ
drogiego B³ogos³awionego.
W Cinisello Balsamo, po nieskoñczonej iloœci badañ, okaza³o siê, ¿e
cierpiê na niezmiernie rzadki rodzaj choroby, znanej pod nazw¹ ,,nakostniak,
sarniak” (lub ,,¿art, figiel”). Stosuj¹c odpowiednie leczenie, wyzdrowia³em
w ci¹gu kilku tygodni i nie mia³em ju¿ wiêcej ¿adnych dolegliwoœci.
Fabio Renzi
Allego – kopia Karty Chorobowej
znajduj¹cej siê w Szpitalu Bassini Balsamo (Mi)
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CREDERE o non credere
Testimonianza di Maria SODANO
Io Sodano Maria, negli anni ’80 stavo molto male. Avevo l’esaurimento nervoso ed ero dimagrita molto, pesavo infatti soltanto 45 chilogrammi.
Una notte sognai di un frate. Nel sogno mi disse di recarmi a Monte
Cerignone in una chiesetta dove è sepolto un Beato: il Beato Domenico
Spadafora.
Poco tempo dopo ci sono andata con mio marito. Ho pregato presso
la sua tomba chiedendolo e pregandolo di aiutarmi a superare la crisi dura.
Tornando a casa, durante il viaggio, sentì un brivido che percorse il
mio corpo. Nello stesso istante la mia povera mente si rischiarò, dopo un
lungo periodo di inerzia ed anche fisicamente mi sentìi meglio.
Da allora in poi stavo sempre bene - fino ad oggi.
Anche altre volte mi sono trovata in difficoltà, ma pregando Lui, il
mio caro Beato, sono sempre riuscita a risolvere tutto.
In fede,
Maria Sodano
Sestino, Arezzo
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo MARII SODANO
Ja, Maria Sodano, w latach osiemdziesi¹tych ub. wieku by³am
bardzo chora. Cierpia³am z powodu wyczerpania nerwowego, schud³am,
wa¿y³am zaledwie 45 kilogramów. Którejœ nocy przyœni³ mi siê zakonnik.
W œnie poleci³ mi, abym uda³a siê na Monte Cerignone, do koœció³ka, w
którym znajduje siê cia³o pewnego B³ogos³awionego: B³ogos³awionego
Dominika Spadafory.
Wkrótce potem pojechaliœmy tam z moim mê¿em. Modli³am siê
przy urnie, prosz¹c i b³agaj¹c o pomoc w przezwyciê¿eniu powa¿nego
kryzysu. Wracaj¹c do domu, podczas podró¿y, poczu³am dreszcz, który
przeszed³ moje cia³o. W tej samej chwili mój biedny umys³ dozna³ olœnienia
po d³ugim okresie bezw³adnoœci; fizycznie równie¿ poczu³am siê lepiej.
Od tamtego dnia a¿ do dziœ nieprzerwanie dobrze siê czujê.
Tak¿e przy innych okazjach, gdy znalaz³am siê w trudnej sytuacji,
modli³am siê do Niego, do mojego drogiego B³ogos³awionego i zawsze
udawa³o mi siê rozwi¹zaæ wszystko pomyœlnie.
Z wiar¹
Maria Sodano-Renzi
Sestino, Arezzo
57
CREDERE o non credere
Testimonianza di Mario Spagnoli
Il Sig. Spagnoli racconta la propria storia. Correva l’anno 1938. Io
avevo circa un anno di età. Era un’epoca in cui i bambini morivano
numerosissimo per dissenteria. Ero anche io in condizioni disperate, e nonostante mi nutrissi di latte materno, deperivo sempre più e anche il medico
condotto di Monte Grimano, Dott. Crinelli, non nutriva alcuna speranza per
me, di sopravvivenza. I miei genitori, Giuseppe e Natalina, disperati, decisero di recarsi alla Chiesa del Beato Domenico Spadafora e chiedere la
grazia. Entrambi veneravano il nostro Beato, da sempre. In calesse, si misero in viaggio insieme a me, che non avevo neppure più la forza di muovermi, tanto ero debilitato. Spesso, mamma e papà, continuavano a ricordare
ed a raccontarmi l’accaduto! Appena giunti alla Chiesina e posammo i piedi sul sacrato del Santuario, iniziai a dare segni di ripresa e miglioramento.
Cercai infatti subito di nutrirmi cercando il seno della mamma. Non ebbi da
quel momento, mai più problemi di salute. Come ringraziamento per questa
grazia ricevuta, i miei genitori, offrirono al caro Beato Domenico Spadafora,
un quadro votivo in argento.
Mario Spagnoli
Conca Monte Grimano
58
WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo MARIO SPAGNOLI
Pan Spagnoli opowiada swoj¹ historiê.
By³ rok 1938. Mia³em wówczas oko³o roku. W tamtych czasach wiele
dzieci umiera³o na dyzenteriê (czerwonkê). Równie¿ ja by³em w
beznadziejnym stanie i mimo ¿e karmiono mnie mlekiem matki, choroba
coraz bardziej wyniszcza³a mój organizm i nawet lekarz rejonowy Monte
Grimano, doktor Crinelli, nie dawa³ mi ¿adnych szans na prze¿ycie.
Moi rodzice, Giuseppe i Natalina, zdesperowani, postanowili udaæ
siê do koœcio³a B³ogos³awionego Dominika i prosiæ o ³askê. Oboje byli od
zawsze czcicielami naszego kochanego B³ogos³awionego. Kolask¹
wyruszyli w podró¿ razem ze mn¹, choæ ja mia³em ju¿ si³y siê ruszaæ, tak
bardzo by³em os³abiony.
Mama i tato czêsto opowiadali mi o tym, co siê wydarzy³o! Gdy
tylko dotarliœmy do koœció³ka i weszliœmy na dziedziniec Sanktuarium,
zacz¹³em dawaæ oznaki o¿ywienia i poprawy. Chc¹c jeœæ, szuka³em piersi
mamy. Od tamtego czasu nigdy nie mia³em k³opotów ze zdrowiem.
W podziêce za tê otrzyman¹ ³askê moi rodzice ofiarowali
umi³owanemu B³ogos³awionemu Dominikowi srebrny obraz wotywny.
Mario Spagnoli
Conca Monte Grimano
59
CREDERE o non credere
Testimonianza di Flora, Adele, ed Andrea GIACOBBI
Margherita Giacobbi nacque nel 1919 a Chiesanuova di San Marino.
All’età di diciottto anni era una bellissima ragazza, promessa spossa di
uno splendido giovane di Valle S.Anastasio.
Erano entrambi innamoratissimi l’uno dell’altra. All’improvviso,
Margherita si ammalò, e la diagnosi che fece allora il Medico di famiglia, il Dr.Manetti di Montemaggio, fu, a dir poco terribile. Si trattava di
pleurite! La giovane donna e la sua famiglia si disperrarono poichè a quei
tempi, questa parola era sinonimo di morte: si sapeva con quasi matematica
certezza che, quando si contraeva la TBC, non esisteva più via di scampo!
Tanto più che alcuni coetanei di Margherita, per questa ragione, stavano
morendo, il più giovane di loro aveva come lei diciotto anni.
La povera ragazza, folle di paura e di dolore, si rivolge al nostro
beato Domenico. Sa che solo Lui può aiutarla. Si mette nelle Sue
mani e .... spera e crede ciecamente nel Suo aiuto. Il fidanzato non
conosceva la situazione di Margherita, ignorava totalmente la sua
malattia. Si avvicinava intanto, inesorabile, il giorno delle nozze. La vigilia
del fatidico giorno, Margherita stava molto male ma non volle parlarne al
fidanzato. Sperava ancora ardentemente in un miracolo, la sua grande fede
in Lui non vacillò! La mattina delle nozze si preparò, poi si fece forza e si
recò in Chiesa e si sposò. Subito dopo il matrimonio, si recò a piedi a casa
dello sposo, come era usanza di allora percorrendo, in compagnia di numerosi invitati 6-7 chilometri circa in salita, accompagnati dall’allegra musica
di una fisarmonica. Giunti a destinazione, la festa con canti e balli proseguì
fino a tarda sera. Margherita partecipò alla festa e ballò felice ed in piena
forma tutto il pomeriggio e la sera. Stava benissimo! Era guarita!
La sua grande e incrollabile fede nel nostro caro beato Domenico
l’aveva salvata. Il suo grande desiderio esaudito! Era l’anno 1938.
Flora, Adele, Andrea Giacobbi
Rimini
60
WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo FLORY, ADELE i ANDREA GIACOBBI
Margherita Giacobbi urodzi³a siê w 1919 roku w Chiesanuova w San
Marino. W wieku osiemnastu lat by³a przepiêkn¹ dziewczyn¹, narzeczon¹
wspania³ego m³odzieñca z Valle S. Anastasio. M³odzi nie kryli wielkiego
uczucia. Niespodziewanie Margherita zachorowa³a, a diagnoza, jak¹ postawi³
doktor Manetki z Montemaggio, ówczesny lekarz rodzinny, brzmia³a, krótko
mówi¹c, strasznie: zapalenie op³ucnej!
M³oda kobieta i jej rodzina wpadli w rozpacz, bo w tamtych czasach
s³owo to oznacza³o œmieræ. Prawie z matematyczn¹ dok³adnoœci¹ da³o siê
obliczyæ, ¿e gdy cz³owiek nabawi³ siê gruŸlicy, nie by³o ju¿ dla niego
ratunku! Co wiêcej, kilku rówieœników Margherity umar³o z tego powodu;
najm³odszy z nich mia³, jak ona, osiemnaœcie lat.
Biedaczka, szalej¹c ze strachu i bólu, zwróci³a siê do naszego
B³ogos³awionego Dominika. Wiedzia³a, ¿e tylko On mo¿e jej pomóc. Odda³a
siê w Jego rêce i… œlepo wierzy³a w Jego wsparcie. Narzeczony nie zna³
sytuacji Margherity, kompletnie nie wiedzia³ o jej chorobie. Tymczasem
nieub³aganie zbli¿a³ siê dzieñ œlubu. W wigiliê fatalnego dnia Margherita
czu³a siê bardzo Ÿle, ale nie chcia³a o tym mówiæ narzeczonemu. Wci¹¿
mia³a ¿arliw¹ nadziejê na cud, jej wielka wiara w Niego siê nie zachwia³a!
W dniu œlubu, rano, zebra³a si³y i uda³a siê do koœcio³a, by mimo
wszystko wzi¹æ œlub. Zaraz po ceremonii, jak nakazywa³ zwyczaj, uda³a siê
do domu Pana M³odego na piechotê, przebywaj¹c w towarzystwie licznych
zaproszonych goœci drogê oko³o 6 czy 7 kilometrów pod górê, przy
dŸwiêkach skocznej muzyki granej na akordeonie. Po dojœciu na miejsce
przeznaczenia wszyscy kontynuowali zabawê ze œpiewem i tañcem a¿ do
póŸnego wieczora.
Margherita tañczy³a szczêœliwa i w pe³ni si³ przez ca³e popo³udnie
oraz wieczór. Czu³a siê doskonale! By³a uzdrowiona! Jej wielka i mocna
wiara w naszego umi³owanego B³ogos³awionego Dominika j¹ uratowa³a, a
wielkie pragnienie siê spe³ni³o! By³ rok 1938.
Flora, Adele, Andrea Giacobbi
Rimini
61
CREDERE o non credere
Testimonianza Efrem CECCARONI
Il Sig. Efrem è un grande devoto del nostro caro Beato. E’ nato a
Monte Capiolo nel 1947 ed ivi risiede tutt’ora con tutta la sua famiglia.
Ci racconta con gioia la sua commovente storia, quando da bambino,
ricevette la Grazia.
Il piccolo Efrem nacque affetto da una lieve malformazione. Il piedino della gamba destra aveva la punta che guardava all’interno, verso il piedino sinistro.
All’inizio, ai poveri genitori, li sostenne la speranza che la cosa si
risolvesse con il tempo.
Gli aiuti medici, con i rimedi di allora, purtroppo non dettero risultati.
Gli anni passavano ed il picolo camminava sempre con più fatica.
Fu così che, dopo tanto averlo pregato, la nonna, la mamma e la zia,
decisero di compiere un pellegrinaggio al Beato Domenico, partendo a piedi da Monte Capiolo fino a raggiungere la Chiesa di Santa Maria dove risiede l’Urna con le Sacre Spoglie del Beato.
Arrivate alla Chiesa, le donne deposero il bambino sdraiato sulla Cassa
del Beato Domenico e qui, lo lasciarono riposare. Loro pregarono e chiesero aiuto per il piccolo.
Tempo dopo, tutti quanti, ripresero con la grande speranza, la lunga
strada per casa.
Non trascorsero due giorni che il difetto al piedino scomparve, adesso guardava avanti come l’altro e poteva così camminare benissimo.
L’aiuto sperato, grande grazia, l’aveva fatta anche ad Efrem. Era
l’anno 1952.
Efrem Ceccaroni
Montecopiolo
62
WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo EFREMA CECCARONIEGO
Pan Efrem jest wielkim czcicielem naszego drogiego
B³ogos³awionego. Urodzi³ siê w Monte Capiolo w 1947 i mieszka tam a¿
do dziœ wraz z ca³¹ sw¹ rodzin¹. Opowiada nam z radoœci¹ wzruszaj¹c¹
historiê, jak w dzieciñstwie dozna³ uzdrowienia.
Przyszed³ na œwiat, jak twierdzi, z niewielk¹ deformacj¹. Czubek
stópki prawej nogi by³ skierowany do œrodka, w kierunku stópki lewej. Biedni
rodzice pocieszali siê nadziej¹, ¿e sprawa rozwi¹¿e siê z czasem. Pomoc
medyczna, przy u¿yciu ówczesnych œrodków, niestety nie da³a
spodziewanych rezultatów.
Mija³y lata, a ma³y chodzi³ z coraz wiêkszym trudem. Zatem
nieustaj¹c¹ sta³a siê modlitwa do Boga, modlitwa, która b³aga³a o
uzdrowienie za wstawiennictwem B³ogos³awionego Dominika. Ponadto
babcia, mama i ciotka postanowi³y odbyæ piesz¹ pielgrzymkê z Monte
Capiolo a¿ do koœcio³a Œwiêtej Maryi, gdzie znajduje siê urna ze œwiêtym
cia³em B³ogos³awionego. Gdy kobiety dotar³y do koœcio³a, po³o¿y³y dziecko
na urnie z B³ogos³awionym Dominikiem i zostawi³y je tam, podczas gdy
one same modli³y siê i prosi³y dla ma³ego o pomoc. Nastêpnie wróci³y do
domu z nadziej¹ w sercu, ¿e prêdzej czy póŸniej zostan¹ wys³uchane.
I rzeczywiœcie, nie minê³y dwa dni, a wada stópki zniknê³a; teraz
stopa jest prosta, jak druga i dziecko mo¿e doskonale chodziæ. Tak to równie¿
Efrem otrzyma³ od B³ogos³awionego Dominika spodziewan¹ pomoc i wielk¹
³askê. By³ rok 1952.
Efrem Ceccaroni
Montecopiolo
63
CREDERE o non credere
Testimonianza di ANTONIO STEFANO
Il Signor Antonio racconta di sua sorella Zina.
Questa bimba quando nasce, ha una spaventosa malformazione alle
sue gambette: le ginocchia si presentano attaccate dalla parte opposta, o,
più precisamente, le sue due piccole ginocchia sono girate indietro, dove
guarda la schiena.
Potete immaginare il dolore e la disperazione dei due poveri
genitori!Purtroppo, a quei tempi la medicina, in casi come questo, poteva
ben poco.
Cominciò così il calvario di Giuseppe, padre della piccola Zina.
Ogni Domenica, il pover’uomo si recava sul dorso di una somara,
con la sua bimba, al Santuario del Beato Domenico, da Macerata Feltria,
per pregare il nostro caro Beato di compiere un miracolo di guarigione alla
sua piccola creatura.
Pregava e sperava!!
La cosa andò avanti per anni, infatti, nella stagione buona, compiva
ogni Domenica il suo pellegrinaggio sul dorso di una mula.Avvenne che
una Domenica particolare Giuseppe non potè usufruire della bestiola, lui
però non si perse d’animo. Caricò la piccola infelice sulle sue spalle e partì,
a piedi, alla volta del Santuario.Una volta giunti lassù, sdraiò la piccina
sulla Cassa del Beato, situata sotto la Sacra Urna che poggia sull’Altare e,
qui, Zina vinta dalla stanchezza si addormentò. Il padre prega. All’improvviso la bimba si svegliò, gridò il nome del suo papà e gli corse incontro con
le sue GUARITISSIME GAMBETTE!! Aveva all’incirca tre anni quella
bimba. Il Beato aveva avuto pietà di lei e del suo buon papà.
Il nostro meraviglioso Beato l’aveva guarita.
Stefano Antonio
Macerata Feltria
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo ANTONIO STEFANO
Pan Antonio opowiada o swojej siostrze, Zinie.
Ta dziewczynka urodzi³a siê ze strasznym zniekszta³ceniem nó¿ek:
kolana wygl¹da³y na przyczepione z drugiej strony, a œciœlej, jej dwa ma³e
kolanka odwrócone by³y w kierunku pleców.
Mo¿ecie sobie wyobraziæ ból i rozpacz obojga jej biednych rodziców!
Niestety, w tamtych czasach by³o niewiele mo¿liwoœci terapii w tego typu
przypadkach.
Zacz¹³ siê tym samym czas próby i wiary Giuseppe, ojca ma³ej Ziny.
I rzeczywiœcie, ka¿dej niedzieli wyrusza³ na grzbiecie oœlicy z Macerata Feltria i udawa³ siê wraz ze sw¹ córeczk¹ do B³ogos³awionego Dominika,
aby siê modliæ do naszego drogiego B³ogos³awionego i b³agaæ Go o cud
uzdrowienia jego ma³ego stworzonka.
Modli³ siê i mia³ nadziejê!!
Ta sytuacja trwa³a przez trzy lata, ka¿dej niedzieli odbywa³o siê
spotkanie z B³ogos³awionym Dominikiem. Zdarzy³o siê, ¿e jednej niedzieli
Giuseppe nie móg³ u¿yæ zwierzêcia, nie straci³ jednak ducha. Wzi¹³
nieszczêsn¹ ma³¹ na swoje barki i wyruszy³, tym razem pieszo, do
sanktuarium. Gdy tam dotarli, po³o¿y³ maleñk¹ na tak zwanej ,,Skrzyni
Œwiêtego”, umieszczonej pod œwiêta urn¹, spoczywaj¹c¹ na o³tarzu. Tutaj,
Zina, zmêczona, zasnê³a, ale ojciec siê modli. Nagle dziewczynka obudzi³a
siê, wykrzyknê³a imiê swojego tatusia i zaczê³a biec w jego stronê na swoich
ZUPE£NIE ZDROWYCH NÓ¯KACH!! I znów, jeszcze raz,
B³ogos³awiony zlitowa³ siê nad ni¹ i nad jej kochanym tat¹ i wyprosi³ swoim
wstawiennictwem uzdrowienie dla Ziny.
Antonio Stefano
Macerata Feltria
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CREDERE o non credere
Testimonianza di IRENE BIALOWAS
La signora Irena Bia³ow¹s, nata il 30.05.1931, residente a Terespol,
da circa tre anni soffriva di emorragie dagli organi genitali e di dolori ai
lombi.
Nel 2001 e’ stata ricoverata nel Reparto Ginecologia dell’Ospedale
Specialistico a Bia³a Podlaska dove e’ stata sottoposta ad un intervento
chirurgico durante il quale si e’ manifestato un tumore all’utero di circa 10
centimetri di diametro.
Il tumore e’ stato immediatamente eliminato insieme all’utero ed
annessi interni, ma siccome il fatto e’ avvenuto troppo tardi ( di approssimativamente cinque anni), i medici davano alla Signora Irena solamente
alcuni mesi di vita.
Lei si e’ recata al nostro Beato Domenico, del quale e’ devotissima, per chiedere il Suo aiuto e, felicemente, e’ vissuta dai cinque anni ringraziando il Beato Domenico per il miracolo che si e’
verificato tramite la sua intercessione.
don Cristoforo Bialowas
Terespol – Polonia
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo Ireny Bia³ow¹s
Moja mama Irena Bia³ow¹s, urodzona 30.05.1931, zamieszka³a w
Terespolu, od trzech lat cierpia³a na krwawienie z dróg rodnych, bóle krzy¿y
i powiêkszenia obwodu brzucha.
W roku 2001 wykonano zabieg operacyjny: Laparotomia long. med.
inf. Tumorectomia sinistri. Xysterectomia totalis cum adnex. dex. Excisio
omenti maioris. Kolpomyoperineoplastica posterior. na oddziale Ginekologii
w Bia³ej Podlasce.
Po zabiegu hirurgicznym lekarz powiedzia³ mi, ¿e nie ma wielkich
nadziei na przysz³oœæ, mówi³ o 2 lub 3 miesi¹cach ¿ycia nie d³u¿ej. Nie
trac¹c nadziei ufni w pomoc b³og. Dominika przywioz³em moj¹ mamê do
Sanktuarium w Monte Cerignone, gdzie przez miesi¹c gorliwych modlitw
Ró¿añcowych, Mszy œwiêtych za wstawiennictwem b³og. Dominika
Spadafora i ci¹g³ych adoracji przed Najœwiêtszym Sakramentem, stan
zdrowia siê polepszy³.
Dziœ mija ju¿ prawie 4 lata i b³og. Dominik dalej pomaga mojej
mamie w jej samotnym ¿yciu. Dziêkujemy ci b³og.Dominiku.
ks. Krzysztof Bia³ow¹s
Terespol
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CREDERE o non credere
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
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CREDERE o non credere
Testimonianza di El¿bieta Mielnik
O Beato Domenico, Ti ringrazio per aver protetto mio nipote, Jakub.
Essendo stata a Montecerignone, Ti ho chiesto di aiutare nella sua riabilitazione. Tu, che proteggi dai mali di gambe e che sei il santo protettore di
bambini piccoli, non sei rimasto indifferente. Kuba è stato preso sotto una
complessa cura di riabilitazione. Speriamo che Tu aiuti la nostra famiglia
anche in futuro in quella lotta per la sua piena agilita’ fisica.
Jakub e’ nato nel settimo mese di gravidanza. Per alcune settimane
era curato in un reparto di neonati prematuri. I medici hanno constatato, che
in questo caso si tratta della paralisi cerebrale infantile relativa all’agilita’
motoria.
El¿bieta Mielnik
Cz³opa – Polonia
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo El¿biety MIELNIK
B³ogos³awiony Dominiku dziêkujê Ci za opiekê nad moim wnukiem
Jakubem. Bêd¹c w Montecerignone prosi³am Ciê o pomoc w jego
rehabilitacji. Ty, patron chorób nóg, opiekun ma³ych dzieci nie pozosta³eœ
obojêtny. Kuba zosta³ objêty kompleksow¹ opiek¹ rehabilitacyjn¹. Ufamy,
¿e nadal bêdziesz wspiera³ nasz¹ rodzinê w walce o jego pe³n¹ sprawnoœæ
fizyczn¹.
Jakub urodzi³ siê w siódmym miesi¹cu ci¹¿y. Przez kilka tygodni
le¿a³ na oddziale wczeœniaków. Stwierdzono u niego dzieciêce pora¿enie
mózgowe. Dotyczy ono sprawnoœci ruchowej. Proszê ciê w swoich
modlitwach z ca³¹ rodzin¹ b³og. Dominiku Spadafora módl siê za nami,
którzy za twoim wstawiennictwem do Boga siê uciekamy.
El¿bieta Mielnik
Cz³opa
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CREDERE o non credere
Testimonianza Alfredo AMATI
Amati Alfredo nato a Montecerignone il 24-7-1924 attualmente residente a Genova; all’età di dieci anni fui accompagnato dalla mamma Adele
e dal papà Pietro alla grande festa del Beato Domenico.
Festa che si svolge ogni anno, la prima domenica di giugno, nella chiesa
chiamata il Conventino, chiesa fondata appunto nel 1492 nella località Fonte Buona.
Data memorabile perché coincide con la scoperta dell’America.
Sulla collina un po’ distante dalla chiesa, ed a livello superiore vi
erano delle sorgenti di acqua potabile sparse nella zona circostante la chiesa. La più grande, come portata, venne circondata da un muretto a secco con
pietre raccattate sul posto per trattenere l’acqua e per dare una parvenza di
fontanella; tant’é che viene chiamata fonte del Beato Domenico. Altre due
fontanelle a breve distanza sempre dalla gente del posto venivano aggiustate nel modo solito per trattenere l’acqua, manifestando fede, simpatia e venerazione per il Beato Domenico che già destava segni tangibili i Santità.
Le due fontanelle vennero chiamate: acqua di Santa Lucia ed acqua
di Santa Polonia.
Dopo la funzione religiosa, assieme ai miei famigliari e a tante altre
persone provenienti da altre parocchie ed anche da molto lontano, ci recammo alla fontana del Beato Domenico.
La gente, con tanta venerazione e fede, attingeva l’acqua, per bere immediatamente e riempire recipienti da portare a casa per le persone ammalate.
Acqua sorgiva limpida che scaturiva spontanea fra le pietre, fresca e
dissetante.
Mi inchinai per prendere un bicchiere d’acqua così scintillante, guadagnando spazio tra la gente, ma inavvertitamente, caddi dentro la fontana,
per nulla pericolosa, ma sufficiente ad immergermi fino al collo e quindi
bagnarmi; immediatamente soccorso, tirato fuori completamente asciutto
come prima di cadere. Il sottoscritto non ha mai ostato chiamarlo miracolo,
anche perché tramite la mia modestissima persona non avrebbe senso, ma il
fenomeno è stato constatato da centinaia di persone e le persone più adulte
di me non avevano dubbi nel definirlo un fenomeno soprannaturale.
Parecchio tempo dopo, all’età più avanzata di 25 anni, fui colpito da
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo ALFREDO AMATI
Amati Alfredo, urodzony w Monte Cerignone w 1924 roku, obecnie
mieszkaj¹cy w Genui, w wieku dziesiêciu lat by³ wraz z mam¹ Adel¹ i tat¹
Pietro na g³ównej uroczystoœci B³ogos³awionego Dominika. Doroczna
uroczystoœæ, odbywaj¹ca siê w pierwsz¹ niedzielê czerwca, w koœciele
nazywanym klasztorkiem, zosta³a ustanowiona w 1492 roku w miejscowoœci
Fonte Buona przez B³ogos³awionego Dominika Spadaforê.
Data to znacz¹ca, bo zbiegaj¹ca siê z odkryciem Ameryki. Na wzgórzu
odleg³ym nieco od koœcio³a i na trochê wiêkszej wysokoœci znajdowa³y siê
Ÿród³a wody pitnej rozproszone na terenie wokó³ koœcio³a. Najwiêksze co
do przep³ywu wody zosta³o otoczone murkiem powsta³ym z kamieni
zgromadzonych w tym miejscu, tak aby przytrzymaæ wodê i nadaæ wygl¹d
fontanny. Zosta³o nazwane zdrojem B³ogos³awionego Dominika.
Dwa inne Ÿróde³ka po³o¿one nieopodal bywa³y zawsze regulowane
dla zatrzymywania wody w podobny sposób. Czynili to miejscowi,
okazuj¹cy w ten sposób wiarê, sympatiê i czeœæ dla B³ogos³awionego
Dominika, który ju¿ pokazywa³ czytelne znaki œwiêtoœci. Te dwa Ÿróde³ka
otrzyma³y nazwy: zdrój Œwiêtej £ucji i zdrój Œwiêtej Apolonii.
Po nabo¿eñstwie, razem z moj¹ rodzin¹ udaliœmy siê do Ÿród³a
B³ogos³awionego Dominika. Ludzie, z wielk¹ czci¹ i wiar¹, czerpali zimn¹,
przezroczyst¹, orzeŸwiaj¹c¹ Ÿródlan¹ wodê, wyp³ywaj¹c¹ spoœród kamieni,
pili j¹ od razu i nape³niali ni¹ naczynia, ¿eby zanieœæ do domu dla chorych.
Znalaz³szy trochê wolnego miejsca miêdzy ludŸmi, schyli³em siê,
¿eby zaczerpn¹æ do kubka i niespodziewanie wpad³em do fontanny,
niegroŸnej co prawda, ale wystarczaj¹co g³êbokiej, aby zanurzyæ siê po
szyjê i oczywiœcie zamoczyæ. Natychmiast otrzyma³em pomoc i zosta³em
wyci¹gniêty, by³em tak samo suchy, jak przed upadkiem!
Ja ni¿ej podpisany nigdy nie oœmieli³em siê nazwaæ tego zdarzenia
cudem, lecz starsze ode mnie doros³e osoby nie mia³y w¹tpliwoœci,
mówi¹c o tym zajœciu jako o zjawisku ponadnaturalnym.
Wiele lat póŸniej, w wieku 25 lat, zosta³em dotkniêty powa¿n¹,
nieuleczaln¹ chorob¹ kr¹¿eniow¹ sercowo-p³ucn¹. Moja mama wezwa³a
miejscowych lekarzy, specjalistów, w celu konsultacji, ale wszystko na nic.
73
CREDERE o non credere
una grave malattia cardiopolmonare circolatoria inguaribile, mia mamma chiamò i dottori della zona, specialisti per consulti di altissimo livello, ma tutto
risultò inutile, la malattia proseguiva imperturbabile il suo corso, la febbre
continuava a salire ed il mio stato di salute peggiorava di giorno in giorno.
Una sera, più o meno all’ora dei vespri, nel buio della notte, dopo
l’ennesimo consulto di medici del settore, fu annunciato a mia mamma di
sospendere ogni cura, perché tanto non sarebbe servita più a nulla. Questa
sentenza così cruda a reale, per mia mamma fu un colpo tremendo, perché
già presagiva il drammatico epilogo. Spinta dalla disperazione e dalla fede
incrollabile si rivolse, con estrema fiducia e venerazione, al Beato Domenico;
non potendo lasciarmi solo, incaricò mia zia di portare una mia maglia nella
chiesetta del Beato Domenico e farla benedire dal Parocco con tutta la massima devozione. Inoltre la incaricò di chiedere al Parocco di allora se cortesemente poteva suonare, in piena notte, le campane a distesa.
Nella notte buia e fonda, scosso dal torpore della mia malattia, sentii
il suono delle campane della chiesa di Santa Maria in Reclauso, tutto a mia
insaputa. Da quel momento fatale ed ormai insperato, la febbre cominciò a
scendere improvvisamente, e subito fui invaso da un rilassamento fisico, ed
anche spirituale e morale; quel torpore invadente, lentamente, lentamente
mi stava abbandonando; il respiro era sempre meno affannoso, gli arti fino
allora atrofizzati, cominciarono a riacquistare sensabilità piano piano fino a
riprendere i loro movimenti quasi naturali; la mente ancora offuscata stava
riprendendo la sua lucidità, fino a prendere coscienza di quanto stava accadendo; nell’arco si pochissimi giorni mi sono guarito completamente; sto
vivendo ancora in buona salute el ho la rispettabile età di settantotto anni.
Fin dai primi attimi, quando sentii nitido il suono delle campane a
distesa, il mio pensiero fu rivolto, con estrema intensità, al Beato Domenico,
a cui sono e sarò sempre devoto con religiosa venerazione, quale scultore
di avorio feci e donai una statuetta del Beato Domenico al Santuario, che
non vuole assolutamente rappresentare un compenso materiale per grazia
ricevuta, ma piuttosto un pensiero fervente di stimolo, per me e per gli altri,
per una perenne preghiera e devozione.
Non oso pronunciare di essere un miracolato del Beato Domenico,
perché indegno di appartenere ad una schiera di così importanti eletti, ma
dalla sequenza dei fatti, non riesco e non saprei definirmi diversamente.
Alfredo Amati
Monte Cerignone
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Choroba niewzruszenie rozwija³a swój przebieg, gor¹czka ros³a i stan mojego
zdrowia pogarsza³ siê z dnia na dzieñ.
Pewnego wieczora, mniej wiêcej w porze nieszporów, oznajmiono
mamie, ¿eby zaprzesta³a jakiegokolwiek leczenia, bo nic ju¿ i tak nie pomo¿e.
Ten wyrok, tak okrutny i rzeczywisty, okaza³ siê dla mojej mamy strasznym
ciosem, tym bardziej ¿e przeczuwa³a ju¿ ten dramatyczny epilog.
Powodowana rozpacz¹ oraz niewzruszon¹ wiar¹, zwróci³a siê z
olbrzymi¹ ufnoœci¹ i czci¹ do B³ogos³awionego Dominika. Nie mog¹c
zostawiæ mnie samego, poprosi³a moja ciotkê, ¿eby zanios³a mój sweter do
koœció³ka B³ogos³awionego Dominika i przekaza³a proboszczowi, ¿eby go
pob³ogos³awi³. Ponadto poleci³a ciotce proœbê do ówczesnego proboszcza
o uderzenie w dzwony w samym œrodku nocy - na wspomnienie i jakby na
inwokacjê cudu uczynionego przez samego B³ogos³awionego Dominika.
W samym œrodku g³êbokiej nocy, otrz¹sn¹wszy siê z odrêtwienia
spowodowanego moj¹ chorob¹, ze zadziwieniem, jako ¿e nie wiedzia³em
o inicjatywie mojej rodziny, us³ysza³em dŸwiêk dzwonów z koœcio³a Santa Maria in Reclauso. Od tej chwili, oczekiwanej, gor¹czka zaczê³a
gwa³townie spadaæ i natychmiast ogarnê³o mnie odprê¿enie fizyczne i
tak¿e duchowe. Otêpienie, którym by³em ow³adniêty, bardzo powoli
zaczê³o mnie opuszczaæ; oddech stawa³ siê coraz mniej mêcz¹cy, atroficzne
dotychczas cz³onki zaczyna³y powoli odzyskiwaæ czucie, a¿ do
ca³kowitego powrotu ich prawie naturalnych czynnoœci. Umys³, jeszcze
przyæmiony, poma³u nabiera³ jasnoœci, a¿ do uzyskania œwiadomoœci tego,
co siê dzia³o. W ci¹gu kilku dni ca³kowicie wyzdrowia³em.
Od tamtego czasu, a¿ do dziœ wci¹¿ cieszê siê dobrym zdrowiem. Od
pierwszych chwil, w których wyraŸnie us³ysza³em donoœny dŸwiêk dzwonów,
moje myœli by³y bardzo intensywnie skierowane na B³ogos³awionego Dominika,
którego jestem i zawsze bêdê czcicielem. Jako rzeŸbiarz wykona³em z koœci
s³oniowej figurkê B³ogos³awionego Dominika i podarowa³em do sanktuarium.
Nie œmiem twierdziæ, ¿e jestem cudownie uzdrowiony przez
B³ogos³awionego Dominika, gdy¿ niegodny jestem znaleŸæ siê w tak
znakomitej gromadzie wybranych, lecz maj¹c na wzglêdzie nastêpstwo
faktów, nie umiem i nie potrafi³bym okreœliæ tego inaczej.
Alfredo Amati
Monte Cerignone
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CREDERE o non credere
Testimonianza MAURY CALISTI
I nostri vecchi ci raccontano che il nostro Beato Domenico Spadafora
per un certo periodo della sua vita, fece il garzone di un signorotto del luogo
e che un mattino il padrone, mentre lui arava con i buoi, gli fece visita allo
scopo di coglierlo in fragrante rimproverandogli di non abbeverare i suoi
buoi nell’ora del mezzogiorno e che lui gli rispose che non era ancora lorario
giusto e che per scoprire quale fosse il momento,avrebbe dovuto mettere un
piede sopra uno dei suoi ed avrebbe sentito le campane del Paradiso suonare e rispose: „ecco,questo è il momento” e presa la ruscella ( un bastone con
una vanghetta tagliente posta su una delle estremità ) disegnò un cerchio sul
terreno che subito si riempì di acqua trasparente dove fece abbeverare le
sue bestiole.
Fu così che nacque quella tanto amata fontanina, da quello scavo
semplice accanto ad un cespuglio di rosa canina che gli fece da riparo per
sempre negli anni, fino al giorno in cui fu distrutta per costruire una
conduttura moderna e condurla fino al Paese. Da quel giorno l acqua di
quella piccola fontana venne dispersa e, nonostante numerosi tentativi, non
si raccolse mai più.
Oltre a questa Santa Fontanina, esistevano altre due vene d acqua che
formavano due piccolissime pozze: una denominata di Santa Lucia per la
protezione degli occhi ed una seconda denominata di Santa Apollonia per la
protezione della gola. Anche queste, naturalmente, sono scomparse !
Si narra che un giorno di fine estate, un gruppo di gente veniva da
Mercatino Conca ed incontrò il Beato Domenico Spadafora che si accingeva ad abbattere una grossa quercia nelle vicinanze di Fontebuona con il solo
ausilio di una piccozza. La gente sorrise a compatimento e lo invitò a non
scherzare.
Quando in serata il gruppo di gente tornava verso Mercatino, non
solo la quercia era stata abbattuta ma era stata debitamente tagliata e tutta la
legna affastellata.
Si racconta inoltre che quando morì la Sua salma fu transfusa nella
nuova Chiesa di Santa Maria ma che lui ritornasse sempre alla Sua vecchia
Chiesa (Conventino ) fino al giorno in cui pensarono di spostare anche le
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
Œwiadectwo MAURY CALISTI
Nasi staruszkowie opowiadaj¹, ¿e nasz B³ogos³awiony Dominik
Spadafora przez pewien czas swojego ¿ycia pracowa³ jako pomocnik u
pewnego okolicznego panicza i ¿e pewnego ranka, w czasie gdy on ora³
wo³ami, pan z³o¿y³ mu wizytê w celu z³apania go na gor¹cym uczynku i
zrobienia mu wymówek, ¿e poi jego wo³y w godzinie po³udniowej.
On mu odpowiedzia³, ¿e nie by³o jeszcze odpowiedniej godziny i
¿eby dowiedzieæ siê, jaki jest dobry moment, musia³by postawiæ jedn¹
swoj¹ stopê na jego stopach, a us³ysza³by wtedy bij¹ce dzwony Raju i
s³owa: ,,oto jest w³aœciwa chwila”. Dominik wzi¹³ do rêki ruscellê (kij z
zatkniêt¹ na jednym z koñców ostr¹ motyczk¹) narysowa³ na ziemi okr¹g,
który natychmiast wype³ni³ siê przeŸroczyst¹ wod¹, i napoi³ swe
zwierzêta.
I tak w³aœnie powsta³o to tak bardzo ukochane Ÿróde³ko, ze zwyk³ego
wydr¹¿enia w pobli¿u krzaka dzikiej ró¿y, który je chroni³ przez te wszystkie
lata, a¿ do dnia, w którym go zniszczono, aby postawiæ nowoczesny
wodoci¹g, prowadz¹cy do samej wsi. Od tego dnia woda z tego Ÿróde³ka
zniknê³a i pomimo licznych prób jej znalezienia nie pojawi³a siê nigdy
wiêcej.
Oprócz tego Œwiêtego róde³ka istnia³y jeszcze dwie inne ¿y³y wodne
tworz¹ce dwie ma³e ,,ka³u¿e” : jedn¹ nazwano imieniem Œwiêtej £ucji, aby
chroni³a oczy, drug¹ – imieniem Œwiêtej Apolonii – dla ochrony gard³a. I te
te¿, oczywiœcie, zniknê³y!
Mówi siê, ¿e pewnego dnia, pod koniec lata, sz³a grupa ludzi z
Mercatino Conca i spotkali B³ogos³awionego Dominika Spadaforê, który
zabiera³ siê do œciêcia wielkiego dêbu w pobli¿u Fontebuona wyposa¿ony
jedynie w oskard (kilof). Ludzie uœmiechnêli siê pob³a¿liwie i poprosili go,
¿eby nie ¿artowa³. Kiedy wieczorem wracali w stronê Mercatino, d¹b nie
tylko ¿e by³ œciêty, ale te¿ nale¿ycie pociêty na kawa³ki, a ca³e drewno
u³o¿one w stos.
Opowiadaj¹ równie¿, ¿e kiedy umar³, Jego cia³o zosta³o
przetransportowane do nowego koœcio³a Santa Maria (Matki Bo¿ej), ale
On wci¹¿ wraca³ do Swojego starego koœcio³a (Conventino-Klasztorku)
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CREDERE o non credere
Sue Campane, da quel giorno infatti, riposò in pace nella nuova Chiesa
(Santuario).
Non meravigliamoci quindi, quando 21 anni dopo la sua morte fu
aperta la sua bara e trovarono il suo corpo intatto con gli abiti perfettamente
puliti ed un grande profumo pervase la stanza!
Maura Calisti
Monte Cerignone
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WIERZYÆ czy nie wierzyæ
a¿ do dnia, w którym postanowiono przenieœæ tak¿e Jego dzwony. I od
tego dnia rzeczywiœcie spoczywa³ w pokoju w nowym koœciele (w
Sanktuarium).
Nie zdziwiliœmy siê wiêc, kiedy po 21 latach od œmierci otwarto Jego
trumnê i znaleziono cia³o nienaruszone, w ca³kowicie czystych ubraniach,
a w pomieszczeniu da³a siê wyczuæ silna, piêkna woñ!
Maura Calisti
Monte Cerignone
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CREDERE o non credere
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